Perugia. E’ Wladimiro Boccali il candidato sindaco del centrosinistra a Perugia. Con il 61% dei voti, pari a circa 4 mila e 300 preferenze, il primo cittadino uscente si è imposto sull’ex senatrice Anna Rita Fioroni, che non sfonda il muro dei 3 mila consensi. Ma prima di ogni altra considerazione, il dato più importante e indiscutibile riguarda l’affluenza alle urne: crollata rispetto allo scorso 8 dicembre, quando il popolo del Pd fu chiamato a scegliere il segretario nazionale. Allora furono 17 mila i votanti, 10 mila in più rispetto al dato odierno. Un collasso, quello della cifra dei votanti, che appare ancor più disarmante se paragonato con i dati che arrivano dagli altri territori in cui oggi il Pd era chiamato ad esprimere il voto delle primarie. Due esempi: a Spello si sono presentati in circa 3 mila, pari al 30% del totale degli aventi diritto di voto; a Castiglion del Lago, città di 15 mila abitanti, sono stati in 2 mila e 400 gli elettori che hanno votato le primarie. Insomma, a guardare i numeri si direbbe che i perugini non abbiano sentito come “propria” questa sfida tra aspiranti sindaci piddini, durante la quale non sono mancate punte di acredine che hanno reso difficile credere che si trattasse di un “pacifico” confronto interno.
Di fatto, ad ogni modo, il responso delle urne di oggi parla di una larga affermazione da parte di Boccali
, che con circa mille e 400 voti di differenza si è imposto sulla rivale interna. Il candidato sindaco è lui: ora al Pd occorre costruire un programma di continuità ed una coalizione che sia più ampia e coesa possibile.
Tornando all’affluenza, un dato così striminzito dovrebbe quantomeno far riflettere la segreteria e l’intero centrosinistra. Oppure, e su questo probabilmente si concentreranno le polemiche del post-voto, le primarie a Perugia non sono state gestite in maniera egregia, almeno dal punto di vista organizzativo, se è vero come è vero che fino a giovedì scorso, vale a dire tre giorni prima del voto, non era ancora stata decisa l’esatta ubicazione di molti seggi elettorali. Insomma, mentre Boccali e compagni brindano alla vittoria, l’entourage della Fioroni – e non soltanto quello – ritiene che
con dieci giorni di tempo in più e le candidature estese all’intera coalizione ci sarebbe stata tutta un’altra risposta da parte dell’elettorato. Forse anche un risultato differente, ma la riprova non la si potrà mai avere.
Comunque sia, e da qualsiasi prospettiva la si voglia guardare, è proprio da questa recriminazione – vale a dire la mancanza di coinvolgimento – che il centrosinistra di Perugia dovrà partire, se vorrà mantenere l’amministrazione comunale del capoluogo. Senza il sostegno delle altre forze, infatti, la strada verso il 25 maggio appare quanto mai ricca di insidie.
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