martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Processo Meredith, nella bufera il presidente della Corte d’Assise di Firenze Nencini

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il presidente della Corte d’Assise di Firenze Alessandro Nencini sotto i riflettori per l'intervista data dopo la sentenza del processo d’appello bis per l’omicidio di Meredith Kercher, rischia il trasferimento. Aperta istruttoria dalla Cassazione.

 
  E’ sempre più in bilico la posizione di Alessandro Nencini, il presidente della Corte d’Assise di Firenze, finito nella bufera per un’intervista data il giorno dopo la sentenza del processo d’appello bis per l’omicidio di Meredith Kercher. Il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, ha avviato un’istruttoria sulla vicenda, che potrebbe essere il preludio di un’eventuale azione disciplinare nei confronti del magistrato.    Mentre il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all’apertura di un fascicolo sul giudice da parte della Prima Commissione, il che significa che Nencini corre il rischio di un trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale, con l’iniziativa del Pg salgono a tre le inchieste a carico del giudice, visto che due giorni fa anche il ministro della Giustizia aveva dato incarico ai propri ispettori di procedere ad accertamenti sulla vicenda.   Anche Ciani si è mosso già lunedì scorso, nonostante la notizia del suo intervento sia trapelata soltanto oggi. L’indagine servirà a verificare se ci sono gli estremi per promuovere l’azione disciplinare, se cioè il magistrato facendo dichiarazioni alla stampa sul processo nel quale lui stesso ha avuto un ruolo centrale, come presidente del collegio giudicante, abbia violato norme deontologiche e dunque abbia commesso un illecito da sanzionare.    Il caso presenta analogie con quello del giudice della Cassazione Antonio Esposito, che l’estate scorsa finì al centro delle polemiche per aver dato un’intervista qualche giorno dopo aver pronunciato la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset. Nei suoi confronti Ciani ha promosso l’azione disciplinare, contestandogli la violazione del dovere di riservatezza e del divieto di parlare in interviste di  “soggetti coinvolti negli affari trattati e non definiti”.

Tornando a Nencini, al Csm sarà oggetto di un’istruttoria parallela per verificare se, come hanno chiesto i laici del centro-destra, abbia mostrato con le sue dichiarazioni una “grave carenza di imparzialità”, che possa giustificare il suo trasferimento d’ufficio. Un dubbio legato soprattutto al riferimento fatto dal magistrato alla scelta di uno degli imputati condannati, Raffaele Sollecito, di non farsi interrogare. E proprio il giovane barese è stato durissimo su Nencini, che nelle sue dichiarazioni alla stampa avrebbe affermato come Sollecito non si sia mai fatto interrogare. “Nessuno l’ha mai chiesto – dice Sollecito a Oggi – Avrebbe dovuto farlo la Procura di Perugia, invece il Pm Mignini si è limitato ad assistere all’interrogatorio di garanzia del Gip. Neppure le parti civili hanno chiesto che fossi interrogato. Io ero a disposizione. E perchè mai, comunque, questo avrebbe dovuto aggravare la mia posizione? Cosa sarebbe cambiato? Cosa avrei potuto aggiungere a quello che avevo dichiarato? Ma il presidente è andato oltre. Ha detto anche ‘che l’omicidio è maturato così, che se Amanda quella sera fosse andata a lavorare da Lumumba, Meredith sarebbe ancora viva. Insomma cose da ragazzi’. Parole allucinanti. Come se io mi alzassi al mattino, non avessi niente da fare e dicessi: adesso vado a uccidere una ragazza. Ma cosa vuol dire “cose da ragazzi”?”.   Sulla ragazza con cui ha passato le ore precedenti e successive alla sentenza, Greta Menegaldo, Sollecito dice: “Greta mi sta vicino perchè mi vuole bene, ma non è la mia fidanzata. Che prospettive posso offrire io in questo momento a una ragazza? Lasciatela fuori da questa storia Nessun commento, invece, da parte di Nencini, che nei giorni scorsi aveva spiegato che non vi era stata alcuna intervista “preordinata”, e che soprattutto non aveva espresso alcun giudizio sulla strategia difensiva di Sollecito né anticipato le motivazioni della sentenza.

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