Cos’è successo –Una conferenza stampa di fine anno che nessuno si aspettava. I sindacati e i lavoratori delle Province hanno fatto irruzione a palazzo Donini con bandiere, fischi e qualche parola di troppo. Ma si va avanti e, dopo aver invitato i protestanti in sala Fiume per un successivo colloquio con la presidente Marini, la conferenza inizia, musicata dai fischi e dai cori dei lavoratori. Ma dopo l’ennesimo tentativo da parte dei lavoratori di rientrare nel l’incontro con i giornalisti, la presidente si sfoga.
“Non é rispettoso nei confronti dei 22mila cassaintegrati dell’Umbria” – spiega la presidente all’ennesimo colpo violento su una porta – “deve essere attuato un processo di riordino. Ci sono perplessità e problemi ma dobbiamo trovare il modo di superare questi gravi difficoltà”.
Le ragioni – “Con l’approvazione della Legge di stabilità – spiegano i protestanti – questo Governo ha deciso di mandare a casa i lavorarori delle Province e di tagliare i servizi ai cittadini”. Bandiere, fischi e parole forti da parte dei dipendenti della Provincia che hanno occupato simbolicamente la sala della Giunta dove, alle 11:30, si sarebbe dovuta svolgere la conferenza di fine anno della presidente Catiuscia Marini. Momenti di tensione quando i manifestanti, a conferenza stampa iniziata in sala della Giunta, innervositi e spazientiti per un mancato colloquio con la presidente Marini, hanno tentato di irrompere nuovamente all’incontro, prendendo a colpi la porta che li divideva con la Giunta. Al termine della conferenza con i giornalisti, la presidente Marini ha incontrato sindacati e dipendenti sulle scale di palazzo Donini.
L’incontro delle rsu con la presidente – “Passa l’idea che la provincia sia un baraccone che non serve a niente – dicono le rsu – . Noi siamo qui per esternare le nostre preoccupazioni e chiediamo che la Regione ci parli chiaramente sul futuro di questi collaboratori”. La presidente si lascia accerchiare dai manifestanti sulle scale di palazzo Donini, sa quanto a 5 mesi dal voto sia importante “arrivare” alla platea. I sindacati fanno sapere che la protesta proseguirà almeno fino a stasera, con l’occupazione anche della Provincia. “Durante la fase di attuativa della legge Delrio – spiega la presidente a sindacati e lavoratori – sarebbero emerse lacune problematiche e complesse, noi l’avevamo intuito. Dateci un tempo congruo non solo per fare la legge ma soprattutto per permetterci di fare quel processo di riordino necessario. Il termine non può di certo essere quello del 1 gennaio 2015″.
La conferenza stampa di fine anno – Nelle prossime settimane il consiglio regionale deve calendarizzare la legge elettorale. “Sarà una legge – spiega la Marini – che garantisca la governabilità dell’ente Regione e che dia certezza, concluse le elezioni, chi è il presidente eletto e chi è la maggioranza che lo sostiene. Inoltre la legge elettorale dovrà permettere a tutti i soggetti politici in forma singola o di coalizione che si vogliano presentare al confronto con la comunità regionale, di poterlo fare sia nella richiesta delle firme necessarie sei nella modalità con cui possano competere nell’assemblea legislativa regionale. L’Umbria va verso il voto con la schiena dritta con la schiena dritta sul piano morale e sulla funzione di governo e la rappresentazione – spiega la presidente -. L’Umbria è sana, come la sua classe politica dirigente, con una sanità sotto controllo, un bilancio in ordine e con fondi strutturali in regola”.
La governatrice spende parole anche a favore di uno dei cuori dell’impegno della Giunta regionale ovvero la programmazione dei fondi comunitari che, da qui al 2020, attribuiranno all’Umbria circa 1 miliardo e mezzo di euro.
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