Giovani – Giovani spettatori e sostenitori hanno occupato le prime file della platea, in una manifestazione aperta da otto testimonianze di rappresentanti della societa civile (nel testo segue l’elenco degli interventi), dell’imprenditoria regionale, del sociale, della classe dirigente. “Grazie a tutte le persone che oggi sono qui – ha detto Catiuscia Marini – perché vogliono raccontare come questa regione può andare avanti. Insieme”. Le testimonianze sono state esempi virtuosi di una regione, di un tessuto economico e sociale, che ha la forza di rinnovarsi e reagire. Perché “in Umbria – ha aggiunto la candidata presidente – c’é tanta voglia di innovazione, in tutti campi. Possiamo e dobbiamo farla”.
“First people”, prima le persone – Citando un fortunato slogan dei socialisti europei, la candidata ha raccontato di cinque anni di governo al fianco delle aziende, delle istituzioni, dei servizi, delle persone, fronteggiando “difficoltà che non avevamo mai affrontato con questa intensità”.”Abbiamo il dovere di far emergere le nostre energie, di immaginare un’Umbria capace di traghettarci oltre il nostro periodo piu difficile”, ha detto la candidata presidente. “Oggi – ha proseguito – siamo chiamati ad aprire le porte che danno sul fututo. Dispiegare nuove opportunità, aiutando i cittadini, come le imprese”. La sfida è “provare a vedere più lontano” e “avere il coraggio di scegliere”. Dopo anni che hanno visto sommarsi la crisi economica a una spending review che ha sotratto all’Umbria “550 milioni di euro di risorse ogni anno”, nel corso dei quali “abbiamo dovuto operare cambiamenti che oggi ancora non dipanano tutti gli effetti”. Uno dei compiti per il futuro rimarrà “affrontare i tagli imposti per salvaguardare il welfare, producendo benefici strutturali sul bilancio”.Quelli del governo della Regione Umbria sono stati anni virtuosi e Catiuscia Marini si è detta “orgogliosa di una Regione che non ha fatto vergognare gli umbri per gli sprechi e le spese della politica” utilizzando inoltre “con intelligenza i fondi strutturali europei”. Quella degli ultimi cinque anni è stata una Regione che “ha lavorato ogni giorno per salvaguardare il bene piu prezioso: la salute”, ha ricordato la Marini, che nella seconda parte del proprio mandato ha raccolto la delega alla Sanità.
I prossimi 5 anni – Il futuro dovrà essere messo a fuoco col “microscopio, ma bisognerà soprattutto avvicinare l’occhio al telescopio, per vedere le opportunita e le prospettive che il mondo aprirà all’Umbria”. Per cogliere le opportunità offerte dalla fine del periodo di austerità, con riforme necessarie, come “l’allentamento dei vincoli europei di bilancio”, per dare respiro al tessuto economico. Nell’Umbria, che vanta una delle 100 start up migliori del Paese, “non ci sentiamo per niente la cenerentola dell’Italia mediana”. Serve un lavoro di squadra tra istituzioni e “l’Umbria dei prossimi anni non può che stare dalla parte del lavoro e del merito, stando allo stesso tempo dalla parte dei piu fragili”, con “una politica che trova le soluzioni, anche quando sono impopolari”.
In cima all’agenda c’è l’impegno “per le generazioni piu giovani, per riportare sogni e desideri alla loro portata”. “Sarà una campagna elettorale intensa, vi chiedo di fidarvi di me. E ora come dice Leonardo Cenci*: Avantitutta!”.
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