Si va avanti La frattura, però, non fermerà l’operato della maggioranza. “Dobbiamo avere il coraggio di dire che l’Umbria è diversa rispetto a venti anni fa, più povera, più sola e siamo tutti più anziani. Il welfare familiare è crollato. Dobbiamo mettere in campo strumenti diversi da quelli di 20 anni fa e cominciare a fare una sanità meno ‘ospedalicentrica’, perché non possiamo pretendere che l’ospedale sotto casa ci risolva tutto. La sfida che abbiamo di fronte è il processo riorganizzativo delle aziende: sono 2 anni che si parla di nuovo regionalismo, e lo faremo con le regioni confinanti, Toscana e Marche. Bene, le Marche sono il doppio di noi e hanno una sola azienda sanitaria, la Toscana ha quasi 4 milioni di abitanti e la sua riforma prevede 3 aziende sanitarie e una azienda ospedaliera per ogni università. Non possiamo raccogliere la sfida del nuovo regionalismo continuando a soffrire di nanismo, essere piccoli e non competitivi”.
No uomini soli al comando Per affrontare le sfide future sarà quindi necessario “lavorare in squadra. L’uomo solo al comando non ci è mai piaciuto, vogliamo il contributo di tutti per ottenere grandi risultati e dare forza a un progetto”.
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