“Tutto nasce due anni fa – spiega Guarducci – quando Riccini mi chiama per sapere se poteva interessarmi il suo progetto legato al mondo del calcio. Ho intravisto in quest’idea un potenziale enorme e insieme abbiamo iniziato ad indagare e a studiare su questo tema. Abbiamo convocato qui quegli che pensiamo essere i potenziali partner insieme ma cui scrivere questo progetto e attuarlo”. Per attuare il progetto servono dei teatri e dei posti in città in cui le persona si possano incontrare e, per esempio, giocare alla playstation, visitare una mostra di figurine, giocare a Subbuteo. Servono luoghi di aggregazione per animare la città e trasformare il calcio in un qualcosa da raccontare. “Un luogo come il Santa Giuliana – aggiunge la strana coppia – sarebbe l’ideale”. Un’idea geniale e ambiziosa. “Nessuno, in Italia o all’estero – aggiunge Riccini Ricci – ha mai organizzato un intero festival dedicato al calcio. Noi vogliamo raccontare questo sport come un fenomeno sociale, economico, metafora di vita e spettacolo, capace di accendere l’immaginario collettivo”.
Football stories – Le football stories, appunto, racconti presentati con la collaborazione di Piero Chiambretti, saranno al centro della nuova manifestazione ed avranno luogo nel football villane, il villaggio del calcio dove incontrarsi ad incontrare i personaggi di questo sport, mangiare, giocare ed ascoltare concerti. ” Non si giocherà a calcio neppure un minuto – assicura Guarducci – ma sarà una festa che fa leva sulla passione per questo sport”. Per il quando Guarducci, ha già un’idea: “Nel 2015 la cosa può decollare. Quattro giornate, probabilmente tra il 25 al 28 giugno”. In un momento così complicato, lavorare sull’industria creativa e sul marketing territoriale potrebbe rappresentare una risposta alla dura crisi economica”.
L’appello – “Siamo in due a giocare e se nessuno ci offre un aiuto giocheremo anche da soli. Siamo alla ricerca di una città che ci ospiti e che sia pronta a diventare il set di talk con i campioni di ieri, oggi e domani, rea dingo, concerti, mostre e molto altro. Crediamo che Perugia sia perfetta ma, in caso contrario, non ci preoccupano le trasferte laddove l’evento non sia ritenuto di appeal”. La palla, qui in senso letterario, passa subito agli assessori del Comune Michele Fioroni e Emanuele Prisco e della Regione Fabio Paparelli che, con la benedizione del Rettore dell’Università degli Stranieri Giovanni Paciullo, esprimono la volontà di volerlo vedere attuato.
“Questo festival non a Perugia? – aggiunge Prisco – Assolutamente rimarrà qui perché la città offre le condizioni e gli spazi per poter portare a termine il progetto”.
Foto Marco Giugliarelli
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