“Con il progetto ‘Emares’, l’Umbria sperimenta pratiche innovative nella gestione e nel trattamento dei rifiuti che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi dell’incremento della quantità e della qualità della raccolta differenziata fissati dal Piano regionale”. A sottolinearlo è l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, che stamattina ha partecipato all’incontro sulle nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti, organizzato nell’ambito del progetto ‘Life Emares’, di cui è capofila il dipartimento di ingegneria industriale dell’università degli studi di Perugia e al quale la Regione Umbria ha aderito come partner, insieme al Comune di Magione e alle societaà di gestione del servizio integrato Gesenu e Tsa. Il progetto si prefigge lo sviluppo di sistemi informativi per monitorare la corretta esecuzione della raccolta differenziata da parte dei cittadini, di incrementare l’efficienza degli impianti di selezione e trattamento meccanico-biologico di Ponte Rio al fine di aumentare la percentuale di materiale destinata al recupero anziché alla discarica, e di potenziare i processi tecnologicamente avanzati di trattamento dei rifiuti organici. L’incontro e’ stata anche l’occasione per presentare il nuovo mezzo realizzato secondo le linee guida del progetto: una ‘ricicleria mobile’, che recupererà rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, piccoli elettrodomestici e oli vegetali usati.
“Abbiamo deciso di prendere parte a questo progetto e di supportarne le attività di ricerca scientifica e sperimentazione tecnologica – ha spiegato Rometti – in quanto sono coerenti con alcune delle finalità del Piano regionale dei rifiuti che prevede l’incremento non solo della quantità ma anche della qualità della raccolta differenziata per innalzare i quantitativi di rifiuti che possono effettivamente essere trasformati in prodotti collocabili sul mercato e pertanto non destinati a discarica. Questo progetto potrà consentire un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di tali prodotti, compreso il fertilizzante derivante dal compostaggio dei rifiuti organici e, soprattutto, garantire risparmi economici grazie all’incremento dell’efficienza energetica del processo. In questo modo, si potranno abbattere i costi di gestione complessivi del servizio e pertanto ridurre gli oneri tariffari a carico dei cittadini”.
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