Per questi motivi, spiegano Mancini e Fiorini, “la Lega Nord ha votato contro il ddl Delrio. E, durante la campagna elettorale, avevamo già segnalato il problema relativo ai dipendenti pubblici e alle competenze dell’ente. Di tutt’altra visione era il Partito Democratico che ha compiuto questo scempio, facendo promesse che sapeva di non poter mantenere e mettendo le Province in pericolo di dissesto finanziario. Ancora una volta le scelte scellerate del Governo Renzi vengono scaricate sulla Regione e sui Comuni umbri con il placet della giunta Marini che, non dimentichiamo, fa riferimento alla grande famiglia del Pd. Comprendiamo anche l’imbarazzo del consigliere Leonelli nel giustificare i gravi problemi sul tavolo”.
I due consiglieri di opposizione aggiungono che “il presidente del Consiglio che nessuno ha votato, non si è fermato qui. Prima con il suo Patto di Stabilità ha trascinato nel baratro finanziario anche i piccoli Comuni, dove tra l’altro ora si richiede di reinserire i dipendenti provinciali. In questo progetto umbro di ricollocazione le Asl saranno coinvolte nell’obbligo di assumere circa 20 dipendenti, che costeranno 853mila euro all’anno, mentre da Roma si ha la certezza di ulteriori tagli alla sanità umbra e l’introduzione di oltre 208 prestazioni mediche che diventeranno a pagamento”.
Emanuele Fiorini e Valerio Mancini concludono annunciando che si batteranno “affinché il personale della polizia provinciale venga introdotto all’interno del corpo della polizia municipale. Chiederemo uno screening dell’assetto delle polizie municipali di Terni e Perugia affinché assorbano il personale in esubero. Ci batteremo per cancellare la vergognosa legge Fornero, senza la quale sarebbe possibile estendere la pensione ad un maggior numero di dipendenti”.
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