lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Ripopolare Fontivegge di cittadini perbene

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'assessore all'urbanistica Emanuele Prisco, fa pressing per il recupero dell’edificio commerciale ex Upim. “La battaglia per la legalità nella zona passa anche attraverso ponderate scelte urbanistiche"

 
Ripopolare Fontivegge di cittadini perbene
Perugia. “Dobbiamo riempire i contenitori vuoti di Fontivegge, così da ripopolarla di cittadini perbene. Questa è la base per realizzare il rilancio del quartiere liberandolo dalle “presenze negative” Questo il commento dell’assessore all’urbanistica Emanuele Prisco, che ha presentato la pratica in Giunta. Resta quindi alta l’attenzione della Giunta Romizi per ciò che concerne la riqualificazione dell’area di Fontivegge. L’esecutivo ha approvato la preconsiliare concernente il piano di iniziativa pubblica relativo al comparto “L” ed “U” in zona Fontivegge (zona di Piazza del Bacio e aree limitrofe)- adozione di variante al PPE (Piano particolareggiato di esecuzione). Il PPE in menzione era stato originariamente approvato con delibera del C.C. 324 del 1983. La maggior parte del comparto è stata realizzata nel tempo; tuttavia la zona è stato oggetto negli anni di un progressivo degrado e dei connessi problemi di sicurezza. Infatti alcuni immobili del quartiere risultano in stato di abbandono ed alcune aree in situazione di degrado. Nello specifico di stratta di diversi edifici privati nel sub comparto “L II” e dell’area di proprietà comunale, destinata a terminal bus, sottostante l’edificio commerciale ex Upim. Per porre rimedio a queste criticità, l’amministrazione ha dunque deciso di dar corso ad iniziative che favoriscano il recupero e la riqualificazione degli edifici esistenti in Piazza del Bacio e dintorni, anche con l’obiettivo di facilitare la rigenerazione del tessuto edilizio e sociale della zona. L’obiettivo è quello di rendere più agevole l’insediamento di nuove attività (dai servizi, alle strutture ricettive, alle attività per il tempo libero). Ciò avverrà secondo due modalità che comportano la necessità di procedere alla variante del citato PPE: 1) l’incremento delle destinazioni d’uso ammesse nei sub comparti “L II” e “L IV”, al fine di favorire il recupero, la riqualificazione degli immobili esistenti e l’insediamento di nuove attività; 2) recuperare, attraverso la tamponatura del piano terreno, attualmente destinato a terminal bus, una superficie trasparente e luminosa da destinare a funzioni di interesse pubblico (coworking, Fab lab o altro). Nel dettaglio le modifiche riguarderanno l’art. 98 del PPE (disposizione particolari per le zone di Fontivegge e Bellocchio) ed, in particolare, i sub-comparti II e IV. Per il primo si prevede che: “in tale area gli edifici hanno destinazione direzionale, per esercizi pubblici, per servizi pubblici e attività di interesse generale, con volumetria massima pari a mc 136.000. Fino ad un massimo di mc 11.000, da reperire all’interno della volumetria complessiva soprariportata, è ammessa la destinazione d’uso per esercizi commerciali e ristorazione. L’intradosso dell’ultimo solaio degli edifici non può superare la quota di m 338,20. Al di sopra di tale quota non sono ammessi piani attici, ma solo volumi tecnici”. Per il secondo invece: “in tale area è ammesso un edificio destinato ad attività commerciali, direzionali, per esercizi pubblici, per servizi pubblici e attività di interesse generale, con una volumetria massima pari a mc 16.120. La quota dell’intradosso dell’ultimo solaio degli edifici non può essere superiore alla quota di m 322,00. Al di sopra di tale quota non sono ammessi piani attici, ma solo volumi tecnici”. “La battaglia per la legalità nella zona passa anche attraverso ponderate scelte urbanistiche – conclude l’Assessore Prisco – strumento spesso sottovalutato in passato. Oggi le scelte urbanistiche devono tenere in considerazione un nuovo parametro, quello della sicurezza. Se un’area è ripopolata e vissuta da persone perbene, non c’è spazio per i balordi che hanno bisogno di isolamento per delinquere”.

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