Feeling, già. Perché, al di là di un fitto repertorio iconografico che sorprende, ritraendoli, jazzisti americani con un bicchiere in mano, il connubio più riuscito è quello fra musica jazz e cibo, entrambi declinabili culturalmente, all’insegna dell’improvvisazione, di accordi e accostamenti. Un brano può essere paragonato, ad esempio, ad un vino biologico? Può esserci sintonia, accordo, musico-enogastronomico, fra questi due piani? Forse sì. Nella cornice dell’edizione classe 2016 di “Umbria Jazz”, cui Perugia Online ha dedicato #UmbriaJazz_aggratis, la rubrica che focalizza la sua attenzione sull’“altra faccia” della kermesse umbra, selezionando per i propri lettori i concerti gratuiti e le jam session notturne, si inserisce un ciclo di eventi di piano & armonica jazz che porta “la firma” di Roberto Mezzasoma, insegnante di chitarra Blues, armonica, che attinge dal repertorio Country-Blues, dal Folk, dal Rag-Time.
Un repertorio internazionale, supportato da collaborazioni con arpisti celtici, percussionisti e chitarristi e dalla partecipazione a festival Blues, dal Narni Black Festival al Trasimeno Blues, quello del perugino Roberto Mezzasoma, che nasce come chitarrista, ma è anche pianista. E, in qualità di pianista, si esibirà ogni giorno, a pranzo (il jazz si sposerà con prodotti tipici locali a chilometro zero e vini biologici) all’enoteca “Rosso Vino”, in corso Garibaldi, nella sua Perugia, al civico 16: una trasversalità, quella di questo musicista umbro affacciato al panorama musicale internazionale, che dal gospel arriva fino al jazz, ripercorrendo la storia del Blues, sulla base di standard classici arrangiati in modo originale (da Duke Ellington a Charlie Haden, passando per Mel Walin e Mccrory Tyler).
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