martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Rossella Pomanti (Ricci Presidente) sulla crisi economica: l’Umbria può uscire dall’assistenzialismo

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

'La svolta deve essere culturale. L'Umbria deve ragionare da Regione e non più come un insieme di campanili'

 
Rossella Pomanti (Ricci Presidente) sulla crisi economica: l’Umbria può uscire dall’assistenzialismo
Regione Umbria. La crisi economica in Italia e, logicamente, anche in Umbria, è ormai una realtà da circa sette anni. Migliaia di piccole e medie imprese nel nostro Paese hanno chiuso i battenti nel breve volgere di poche stagioni, mentre quelle che un tempo erano floride realtà industriali si sono trovate, in molti casi, a dipendere quasi esclusivamente dagli ammortizzatori sociali. E’ evidente che l’assistenzialismo non può essere la risposta esclusiva ai mali dell’economia italiana. Strumenti quali la cassa integrazione o la mobilità possono essere considerate delle “pezze” temporanee, che garantiscono la sopravvivenza dei nuclei familiari quel tanto che basta a consentire al lavoratore di trovare un nuovo impiego, oppure alla sua azienda di riprendere il normale ciclo produttivo. Questo, almeno, per come tali strumenti sono stati concepiti in origine. La realtà, purtroppo, parla un’altra lingua. Sempre più spesso, infatti, questi istituti previdenziali svolgono più che altro la funzione di accompagnamento del lavoratore verso la disoccupazione, verso l’esodo. Senza alcuna speranza di poter uscire da questi binari, da queste tracce ben solcate nel terreno.

Occorre dare una svolta all’economia della nostra Regione. Una Regione, l’Umbria, che può fare delle sue piccole dimensioni e della sua scarsa popolazione dei punti di forza, in maniera soltanto all’apparenza paradossale. Se, infatti, non possiamo contare sulle grandi infrastrutture del Nord e neanche sulle imponenti realtà industriali del Meridione, qui più che altrove è possibile fare sinergia da un capo all’altro dei confini regionali, raggiungibili in poco più di un’ora di macchina o di treno. La risultante di questa logistica miniaturizzata deve essere la sinergia fra territori limitrofi: offerte turistiche integrate, filiere di manifattura, industria e indotto, artigianato e mercati. Solo mettendo da parte i campanilismi, esaltando al contempo i propri campanili come punto di forza e valore aggiunto per il resto della comunità, l’Umbria può uscire dalla crisi prima e meglio di altre Regioni d’Italia. Compito delle istituzioni, prima fra tutte la Regione Umbria, deve essere quello di favorire questo processo, insegnando agli umbri a ragionare come comunità e non più come paesani di diversi quartieri, nel rispetto ciascuno delle peculiarità ed eccellenze dell’altro.

La vera rivoluzione che serve alla nostra Regione è quella di tipo culturale: la più difficile, senza dubbio, ma anche l’unica in grado di produrre ricchezza in termini umani ed economici. E se adesso, ancora oggi, questo pensiero potrà sembrare a molti poco meno di utopia, lo si deve ad un atteggiamento delle istituzioni umbre che per decenni ha favorito la chiusura e il campanilismo, in un’ottica di coltivazione del proprio orticello che non ha mai giovato a nessuno fuorché ai politici di professione, interessati come sono a curare i propri, rispettivi bacini elettorali per garantirsi gli stessi privilegi ad ogni scadenza elettorale.

Credo che il consenso della gente non sia un privilegio, ma un mandato ben preciso; un impegno rigoroso che il cittadino affida ai propri rappresentanti istituzionali. Utilizzarlo per azioni che non siano volte alla crescita culturale, e quindi economica, della propria società, è il massimo tradimento che un eletto possa perpetrare ai danni dei suoi concittadini. Spezzare il giogo anticulturale-assistenzialista che da oltre 50 anni blocca l’Umbria è possibile: il 31 maggio fai la tua scelta e torna padrone del tuo destino.

Rossella Pomanti – Ricci Presidente
www.facebook.com/rossella.pomanti

Messaggio politico-elettorale autogestito

 

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