martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Il sabato di Uj è firmato “The Roots”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Sul palcoscenico di Umbria Jazz on stage sabato 19 luglio una delle band più apprezzate del panorama rap mondiale

 
Il sabato di Uj è firmato “The Roots”
Perugia. Gran finale a ritmo di hip hop e r’n’b per l’ultimo caldo sabato di Umbria Jazz 2014. Sul palco del Santa Giuliana si continua a sperimentare con una delle band più floride nel panorama musicale rap americano.

Il gruppo – I Roots si formano a Philadelphia nel 1987 dall’incontro del rapper Black Thought (Tariq Trotter) e del batterista uestlove (Ahmir Khalib Thompson ), che si conoscono alla High School for Creative Performing Arts cittadina. Presto si affermano nel circuito studentesco suonando live per batteria e rap, assemblando progressivamente nel gruppo il bassista Hub (Leon Hubbard) e un altro rapper, Malik B. Alle prime esecuzioni fatte per strada seguono i concerti nei primi locali, culminati nel 1993 in un concerto in Germania in occasione del quale il gruppo incide l’album “Organix”, pubblicato dalla Remedy Records. Ma la prima uscita discografica per una major avviene nel 1995, con “Do you want more?!!??!”, album che entra nella top 100 statunitense ma soprattutto provoca al gruppo un nutrito seguito in Europa. Nel 1996 esce “Illadelph Halflife” che si classifica al ventunesimo posto delle classifiche e consacra il gruppo come uno dei più interessanti della scena hip hop. Interesse confermato anche dal successivo “Things fall apart”, uscito all’inizio del 1999 – che diventa il loro maggiore exploit commerciale – e seguito, alla fine dello stesso anno, dal live “The roots come alive”. Nel 2002 esce l’atteso “Pherenology” a cui segue la separazione dalla casa discografica MCA a favore della creazione di una propria etichetta, la Okayplayer. Dopo la registrazione di una serie di jam sessions, il gruppo esce nel 2004 con “The tipping point”. L’anno successivo escono due volumi da collezioni intitolati “Home grown!The beginner’s guide to understanding the roots”, mentre il nuovo LP Game Theory – il primo disco per la nuova etichetta Jem –viene pubblicato nel 2006. Dopo “Rising down” del 2008, nel 2010 esce il disco più recente, “How I got over”. Un periodo di grande fermento artistico per il gruppo che diventa anche resident band del talk show americano “The Jimmy Fallon show” in onda sul canale tv NBC e collabora con John Legend nell’album di cover intitolato, “Wake up!”.
A fine 2011 esce “Undun”, concept album che racconta la vita di Redford Stephens, personaggio immaginario dalla vita violenta nei quartieri neri americani. Nel 2013 arriva la collaborazione con Elvis Costello e il disco “Wise up ghost”.
Tra i mille impegni che hanno avuto di recente, tra cui l’usuale Tonight Show, un tour, e un album in collaborazione con Elvis Costello hanno pronto un nuovo album, e a confermare il tutto è stato Black Thought che intervistato recentemente, ha dichiarato: “Abbiamo quasi finito, arriverà presto. Speriamo durante la primavera. Si chiamerà ‘And Then You Shoot Your Cousin’. E’ un album concettuale. E’ come “Undun” ma non è con un solo protagonista. C’è satira, ma in quella satira c’è l’analisi di alcuni stereotipi portati avanti non solo dalla comunità hip-hop, ma ovunque. Non so se ha senso.”
Sulle caratteristiche di questi personaggi e la durata del disco il rapper del gruppo ha detto: “Abbiamo creato alcuni di questi personaggi in base a ciò che vediamo. Come artisti, musicisti, come provenienti da Philadelphia e New York, come neri, siamo una famiglia e rappresentiamo un sacco di questi personaggi, e li introduciamo al resto del mondo in modo che siano capiti il più facilmente possibile. Non penso che sarà più lungo di 36 o 37 minuti complessivamente. Quindi, è abbastanza breve da digerire, ma sarà denso. Così denso che magari la prima volta lo ascolterete e ascolterete il piano e gli arrangiamenti degli archi, e dopo lo ascolterete di nuovo e troverete nuove particolarità musicali.”

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