Le stime di Confcommercio – Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2016, spenderà 346 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Dal consueto sondaggio realizzato dalla stessa Confcommercio e da Format Research emerge inoltre un aumento della percentuale di consumatori che farà acquisti: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Le preferenze vanno, come da tradizione, a capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione invece articoli sportivi (17,7) e prodotti di pelletteria (17,5). Ad attendere maggiormente i saldi, per l’acquisto di qualsiasi tipologia di prodotto, sono soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, le famiglie.
La correttezza verso i consumatori – Il presidente di Confcommercio Umbria Aldo Amoni fa un appunto sul tema del rispetto dei consumatori: “Ad ogni appuntamento con i saldi dobbiamo leggere i soliti richiami a fare attenzione alla correttezza dei comportamenti dei commercianti e alla qualità delle merci messe a saldo, richiami superati abbondantemente dalla realtà delle cose e dalla evoluzione del mercato. In primo luogo i consumatori il più delle volte hanno individuato prima dei saldi i prodotti di loro interesse e quindi sono assolutamente in grado di verificare l’effettività dello sconto e la qualità della merce. Nella maggior parte dei casi, inoltre, si rivolgono a negozi di fiducia, con cui hanno un rapporto continuativo: figuriamoci se i commercianti, ormai allo stremo dopo tanti anni di crisi, hanno interesse a comportarsi scorrettamente con loro. Anzi, è proprio attraverso i saldi che cercano ulteriormente di fidelizzarli! Infine, importantissimo il peso di internet e dei social media: oggi tutti possono controllare tutto sul web, anche la stagionalità dei capi, e se non sono soddisfatti possono testimoniarlo sui social. Certamente se si acquistano capi a prezzi da bancarella si sa già in partenza quello che ci si può attendere”.
Inverno anomalo e sue ripercussioni – Secondo Confcommercio i saldi si presentano molto interessanti per i consumatori anche per la vastità dell’assortimento a disposizione: il clima fino a pochi giorni fa molto mite ha determinato infatti una forte riduzione delle vendite dei capi più pesanti, delle calzature e degli accessori di stagione, che sono perciò disponibili in grande assortimento. Le variazioni meteorologiche stanno motivando la Federazione Moda Italia–Confcommercio a chiedere a livello nazionale lo spostamento dei prossimi saldi invernali più verso la fine della stagione. Nonostante l’innegabile diffusione di sconti pre-saldo, infatti, secondo la sopracitata indagine, la stragrande maggioranza delle imprese è contraria alla liberalizzazione dei saldi e delle vendite promozionali: quasi il 73% ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre, mentre quasi l’80% si dichiara d’accordo con la proposta di posticipare la data di avvio dei saldi invernali alla fine di gennaio.
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