L’associazione – Un’associazione che è un esempio di quella “sicurezza partecipata” da più parti auspicata, ma che ha bisogno del sostegno delle forze di polizia preposte al controllo del territorio ed alla tutela dei cittadini. L’associazione giuridicamente è stata costituita nel 2010, ma di fatto è operativa dal 2000. Attualmente ne fanno parte 130 famiglie che pagano un contributo mensile per un servizio di vigilanza privata, per il quale spendono 50.000 euro all’anno. L’ associazione inoltre, attraverso l’ attività dei suoi soci e dei volontari che fanno parte del Comitato direttivo, si occupa anche dei problemi del territorio connessi alla sicurezza con le relative segnalazioni alle competenti autorità.
La situazione – Come detto la situazione è diventata molto grave negli ultimi tempi, tanto che – si afferma nella lettera inviata al sindaco ed al questore – “la cittadinanza è veramente alla disperazione, non tanto per i danni economici, ma perché teme per la propria incolumità”. Dal 2000 al 2014 nella zona sottoposta al servizio di vigilanza privata c’erano stati soltanto 15 tra furti e tentativi di furto, mentre – come detto – a luglio sono stati 16 in soli 20 giorni. Senza contare poi i casi avvenuti nell’ area circostante (reti di recinzione tagliate, furti e tentivi di furto nelle abitazioni) non sottoposta al servizio di vigilanza privata pagato dalla Associazione.
La lettera – “Le Forze dell’ordine – è detto nella lettera – sono sempre tempestivamente intervenute ad ogni richiesta, ma ovviamente a reato avvenuto; invece, da parte nostra, viene chiesta una maggiore prevenzione con un presidio del territorio in modo continuo, permanente ed efficace”. Per questo l’associazione chiede a sindaco e questore “un urgente ed immediato incontro pubblico per un esame congiunto della situazione attuale e delle possibili soluzioni finora inapplicate e/o non sperimentate”.
Le iniziative – Il comitato direttivo della Associazione ha inoltre avviato iniziative, anche con la distribuzione di volantini, per aumentare il numero degli associati. Nella zona controllata dalla vigilanza privata abitano infatti altre 120 famiglie che non contribuiscono al servizio. Nel volantino si sottolinea che proprio questo servizio di vigilanza “ha consentito di limitare i danni”, tanto che nelle abitazioni dei 130 iscritti in questo periodo così difficile soltanto in un caso i ladri sono riusciti a portare a termine il colpo, mentre in tutti gli altri episodi sono dovuti fuggire senza bottino. Se però non ci saranno nuovi soci, e quindi altri contributi – è detto nel volantino – un servizio così fondamentale per la sicurezza di tutti (anche di coloro che non contribuiscono economicamente alla vigilanza) non solo non potrà essere potenziato, ma, vista la situazione contabile della Associazione, rischia invece di essere ridotto o addirittura interrotto.
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