lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Sanità, Barberini conferma le dimissioni: “C’è una crisi politica in atto”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'ormai ex assessore regionale non tornerà in Giunta. "Non ci sono le condizioni per farlo". Contestata la nomina dei direttori delle aziende sanitarie della Regione. "Avevamo tempo fino al 29 febbraio, perché tutta questa fretta?".

 
Sanità, Barberini conferma le dimissioni: “C’è una crisi politica in atto”
Regione Umbria.  Nessun ritiro delle dimissioni. L’ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini, nonostante i tentativi di mediazione effettuati da alcuni esponenti del Pd tra cui il segretario regionale Giacomo Leonelli, non rientrerà nella Giunta Marini. Ad annunciarlo è stato lui stesso oggi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Cesaroni. “Non posso ritirarle a queste condizioni, anche altri dovrebbero fare dei passi in avanti. Si può considerare una crisi politica, perché ci sono tanti colleghi del partito che la pensano come me. Siamo un gruppo che ha a cuore le sorti dell’Umbria ma se si dimette l’assessore alla sanità significa che qualcosa non va, che c’è qualcosa dietro. Bisogna ricostruire un nuovo patto basato sul rispetto dei valori delle idee delle singole persone”.

Barberini è poi tornato sulle nomine dei direttori delle aziende sanitarie della Regione. “Sono state decise in mia assenza e non capisco il motivo, visto che non c’era l’urgenza di chiudere in pochi giorni. Avevamo tempo fino al 29 febbraio, potevamo continuare a ragionare insieme. Sono amareggiato sul piano politico e su quello personale. Nel metodo, era necessario un migliore lavoro di squadra per giungere a scelte condivise. Nel merito, andavano valorizzati molto di più il cambiamento e l’innovazione. Era questa la sfida. È stato un gesto arrogante fare queste nomine in mia assenza. Oggi la maggioranza deve prendere atto che un assessore si è dimesso e che esiste un gruppo di consiglieri che appoggia le sue idee e le sue proposte. Non si può essere renziani e innovatori a Roma e conservatori nostalgici in Umbria”.

Per Barberini “all’interno della Giunta regionale è venuto meno quel rapporto fiduciario che è alla base di ogni agire politico. Ho passato sette mesi entusiasmanti – ha detto -. Insieme a tutti i dipendenti dell’assessorato, che ringrazio ancora, siamo riusciti a rimettere al centro della politica i bisogni dei cittadini, che devono avere sempre assoluta priorità rispetto a quelli della politica. Importante è stata la scelta di non rinchiudermi nell’assessorato, ma uscirne per capire necessità ed esigenze del territorio. Nella sanità e nel sociale – ha rimarcato Barberini – siamo stati una Regione protagonista e all’avanguardia che ha saputo dare importanti risposte. Oggi però dobbiamo capire che non siamo più i primi della classe, perché i bisogni sono cambiati e perché altre Regioni hanno camminato più veloci di noi. Ai direttori generali della sanità ho sempre chiesto di ascoltare attentamente i bisogni dei cittadini. Il nostro compito sarebbe stato quello di cambiare un modello ancora in campo dal 1970, perché siamo chiamati ad affrontare sfide nuove e diverse per le quali c’è bisogno di nuovi protagonisti. In Giunta ho cercato di portare un problema politico, di metodo e di merito. In un lavoro di squadra va valorizzato e rispettato ogni contributo e le decisioni vanno prese dopo una idonea discussione. Non si può prescindere dalla partecipazione e dal confronto. Non mi sarei mai aspettato – ha aggiunto – di trovarmi di fronte a scelte e decisioni già prese e dire soltanto ‘mi sta bene’. Prima della decisione di dimettermi ho chiesto un nuovo confronto, che però non c’è stato. Le nomine decise senza la mia partecipazione hanno rappresentato uno sgarbo politico verso i cittadini e lo stesso personale. I direttori generali rappresentano l’anello di trasmissione tra le scelte politiche e l’attuazione degli strumenti tecnici da mettere in campo. La sanità rappresenta circa l’80 per cento del bilancio regionale. Non discuto sulle nomine dei singoli direttori generali, ma serviva un segnale di discontinuità. Nell’assessorato avrei preferito la presenza del dottor Emilio Duca. Non metto in discussione – ha spiegato Barberini – le qualità di Walter Orlandi, ma quando si opera in uno stesso settore da oltre venti anni è ora di cambiare. Venti anni sono molti, un periodo lungo nel quale, ad esempio, personalmente ho svolto molte attività, oltre a quella lavorativa da commercialista, anche e soprattutto nel volontariato e soltanto da dieci anni nella politica. La mia non è una critica alla persona, ma una necessità oggettiva. Ho lasciato una importante poltrona per l’impossibilità di rendermi utile per la costruzione di importanti scelte politiche. La dignità personale – ha concluso – viene prima di tutto. Ora auspico un confronto politico interno, con l’impegno di continuare a lavorare per dare risposte concrete e importanti alla nostra comunità regionale. Nei prossimi giorni metteremo in campo idee utili per la vita dei cittadini, soprattutto in ambito sanitario dove, ribadisco la necessità di risposte innovative. Proporremo una iniziativa legislativa che mira alla realizzazione di un’unica Asl ed un unica azienda ospedaliera con due articolazioni ben strutturate a Perugia e Terni”.

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