Rifondazione Comunista all’attacco Sulla diatriba tutta interna al Pd pochi minuti fa è intervenuto anche il segretario regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria Enrico Flamini. “Sulle nomine dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere si starebbe consumando una sorta di resa di conti. Come se il sistema sanitario regionale fosse ad uso e consumo di un partito. L’elemento più grave della vicenda è però che, attraverso questo tipo di polemiche, si tenta di nascondere l’immobilismo della Presidente e del PD umbro nei confronti dei tagli alla sanità targati Renzi, fatto sul quale evidentemente sono tutti d’accordo. I cittadini umbri, infatti, stanno già toccando con mano le ricadute concrete dell’entrata in vigore del decreto Lorenzin con le oltre 200 voci presenti nell’elenco degli esami clinici che il Sistema sanitario nazionale ha iniziato a coprire solo a certe condizioni. E’ iniziato il percorso per la definitiva privatizzazione della sanità. Per l’Umbria, al di là di trionfalismi dell’ultima ora sulle risorse assegnate, si tratta di un ulteriore disastro, visto il forte depotenziamento dei livelli di assistenza causato dai tagli e dall’assenza di ogni programmazione regionale nella ripartizione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi. Nessun ragionamento sugli stipendi dei direttori, nessuna proposta concreta per potenziare la medicina di territorio e la prevenzione. A pagare per questa situazione saranno i cittadini e le fasce più deboli della società”.
La nota di Fratelli d’Italia “Stiamo assistendo ad uno spettacolo inedito e indegno, riguardo alle nomine dei direttori generali delle Asl, delle Aziende ospedaliere e delle direzioni regionali, in atto ormai da mesi. Apprendiamo dai giornali che questo confronto ha portato a riunioni fiume in notturna e all’assenza della Giunta regionale dall’Aula”. Lo afferma il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, evidenziando che
“tutto ciò avviene per il problema delle nomine, che determina liti e fratture all’interno del Partito democratico”.
Squarta rileva poi che “il Pd appare impegnato in un confronto tutto interno, che non interessa i cittadini umbri, preoccupati invece dei livelli di assistenza, delle liste di attesa, degli affitti pagati dalle Asl per le proprie sedi, delle famiglie con ragazzi autistici che vivono difficoltà quotidiane, dei punti nascita che vengono chiusi lasciando scoperti vari territori, dei farmaci antitumorali molto costosi che ancora non vengono acquistati dalle aziende ospedaliere. E questi – conclude – sono solo alcuni esempi dei problemi che non vengono affrontati dalla maggioranza, troppo impegnata nella spartizione delle poltrone per occuparsi dei veri problemi degli umbri”.
Consiglio slittato al pomeriggio La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi attraverso una nota ha comunicato che l’inizio del consiglio previsto per oggi alle ore 10 è stato posticipato alle 15 per la concomitante riunione della Giunta regionale. Per il portavoce del centrodestra e liste civiche Claudio Ricci, invece, si tratta di “una semplice lotta di potere politico, senza minimamente guardare al merito e al curriculum dei direttori da nominare per migliorare la sanità e i servizi per i cittadini. Cosa che sarebbe necessaria visto che i Livelli essenziali di assistenza pongono l’Umbria al decimo posto fra le regioni italiane. È palese la crisi della Giunta Regionale dell’Umbria che si è fortemente divisa sulle sei nomine legate ai direttori della sanità in Umbria, al punto da far chiedere alla presidente Donatella Porzi il rinvio al pomeriggio dell’Assemblea legislativa. È ormai evidente – conclude Ricci – la necessità di un cambiamento, che i cittadini umbri avevano quasi determinato alle elezioni regionali del 2015. E soprattutto è evidente che, anche per i dirigenti della sanità, deve valere il criterio di un periodo massimo di dieci anni e che occorre ridurre del 50 per cento i costi delle indennità dirigenziali”.
Nominati i direttori generali La Giunta regionale dell’Umbria, nel frattempo, ha deliberato la nomina dei nuovi direttori generali dell’amministrazione regionale, sulla base della riorganizzazione delle direzioni. Queste le nomine per le nuove rispettive direzioni che decorreranno dal prossimo primo marzo:
- Risorse finanziarie e strumentali. Affari generali e rapporti con i livelli di Governo: Giampiero Antonelli
- Programmazione, affari internazionali ed europei. Agenda digitale, agenzie e società partecipate: Lucio Caporizzi
- Salute, welfare, organizzazione e risorse umane: Walter Orlandi
- Governo del territorio e paesaggio. Protezione civile. Infrastrutture e mobilità: Diego Zurli
- Attività produttive, lavoro, formazione e istruzione: Luigi Rossetti
- Agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali, spettacolo: Ciro Becchetti
L’arrivo di Barberini A sorpresa, l’assessore nel pomeriggio è arrivato a palazzo Donini. “Le dimissioni non si minacciano, in caso si presentano. Ci sono diverse valutazioni ma per il momento non mi dimetto. La mia posizione la conoscete, ora mi confronterò con il presidente Marini come è giusto che sia. La politica è un gioco di incastri, buona volontà e risposte ai bisogni della popolazione. C’è la volontà di ricomporre la situazione, almeno da parte mia”. Sulle nomine: “Non ci interessano i nomi, ci interessa costruire un modello che risponda alle necessità dei cittadini. In ogni caso abbiamo tempo fino al 29 febbraio”.
Il richiamo della Ascani Anche la deputata democratica del Pd Anna Ascani è intervenuta. “I tempi odierni – ha dichiarato – hanno molto cambiato il rapporto dei cittadini con la politica, a causa della loro velocità, delle nuove tecnologie, dell’abbattimento delle intermediazioni. Lunga sarebbe la lista dei pro e dei contro, ma di certo emerge un dato: siamo chiamati a rendere conto non soltanto su vasta scala, ma continuamente, nel merito, nei metodi, nella qualità dei processi decisionali. È una delle richieste di accountability del nostro tempo”. Per questo motivo, ha aggiunto la Ascani, penso che la politica umbra non stia dando bella mostra di sé riguardo alla nomina dei vertici della Sanità, a cui vanno e andranno, a prescindere dai nomi, i miei più sentiti auguri di buon lavoro. La stampa, infatti, ci offre ricostruzioni di un dibattito e di un processo decisionale fortemente condizionati dai rapporti di forza e dalle divisioni, riportandoci parole che non avremmo voluto leggere, come ‘caos’, ‘terremoto’, ‘rottura’, invece di ‘merito o ‘trasparenza’, ovvero quei concetti che spesso sono al centro dei nostri convegni più che delle nostre riunioni. Ed è un peccato, perché chiunque sia nominato a incarichi di così delicata responsabilità, si merita un percorso diverso, che consegni alle persone individuate, a chi le individua, e alla politica tutta, piena forza per affrontare le non facili sfide di questi anni”.
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