Gli interrogativi – Massimo Buconi spiega che, in base a quanto previsto dal regolamento regionale n.’16/2012′, una volta “accertata la condizione di non autosufficienza la persona anziana è iscritta nelle liste per l’inserimento nella residenza protetta. Il periodo di permanenza della persona anziana nella struttura socio-assistenziale non può superare oggi i novanta giorni dall’accertamento della condizione di non autosufficienza e la maggiore intensità assistenziale socio-sanitaria della persona anziana in tale periodo è garantita dall’Azienda sanitaria locale competente per territorio attraverso la presa in carico con un programma di assistenza domiciliare integrata”.
La proposta di modifica – Il consigliere regionale ricorda che “nella proposta di modifica al regolamento recentemente presentata dalla Giunta si portano da 90 a 180 i giorni di permanenza della persona anziana nella struttura dopo l’accertamento delle condizioni di non autosufficienza. Questo nuovo termine – osserva Buconi – incontrerà manifeste difficoltà di applicazione, viste le liste di attesa per l’inserimento nelle residenze protette. Ciò comporterà comunque assunzione impropria di responsabilità per i titolari della gestione della struttura ospitante e tale responsabilità potrebbe estendersi sui responsabili pubblici che continuano a consentire l’assistenza in struttura non propria, essendo gli stessi, tra l’altro, che oggi dovrebbero provvedere. E non è certo nella potestà nel gestore – conclude Buconi – eseguire uno sfratto forzoso dell’anziano decorsi anche i 180 giorni”.
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