martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Sanità: i livelli assistenziali sono garantiti solo da 8 Regioni su 16. Bene l’Umbria

Sul sito del Ministero della Salute la classifica delle Regioni che garantiscono i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Anche l’Umbria tra le otto migliori

 
Sanità: i livelli assistenziali sono garantiti solo da 8 Regioni su 16. Bene l’Umbria
Regione Umbria. C’è anche l’Umbria tra le 8 Regioni a passare la prova sulla sanità. Tra le 16 regioni monitorare dal Ministero della Salute, la nostra Regione è tra le più virtuose ed è una tra quelle che garantiscono in pieno i Livelli essenziali di assistenza (Lea). È quanto emerge dalla Verifica adempimenti Lea 2012, pubblicata sul sito del Ministero della Salute. Sono Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, e Veneto le altre regioni insieme alla nostra a superare la prova.

Le Regioni monitorate sono quelle a statuto ordinario più la Sicilia, cioè le Regioni che hanno accesso al “fondo sanitario” e che vengono private del 3% di questo se risultano inadempienti.

“Rilevanti inadempienze”, si legge, permangono “per le Regioni in Piano di rientro, pur rilevando un progressivo miglioramento su riorganizzazione del sistema informativo e reti assistenziali”. Inoltre, nel monitoraggio 2012, solo il Veneto risulta ‘irreprensibile’. Basilicata, Umbria, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, invece, pur se generalmente ‘adempienti’, devono attuare quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita.

Purtroppo, la situazione peggiore si registra, come al solito, al sud. Campania, Lazio e Molise evidenziano ancora forti criticità per l’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, la riabilitazione, e al percorso nascita. Si salva l’Abruzzo che, seppur presentando grandi problemi per il settore ‘emergenze’ riacquista qualche punto per l’assistenza ospedaliera. Migliora l’assistenza ospedaliera in Puglia e Sicilia ma permangono criticità nel percorso nascita, nella rete dei pronto soccorso e nell’assistenza territoriale.

Maglia nera del Nord Italia al Piemonte, invece, la Regione infatti presenta, “inadempienze  – si legge nel rapporto – nel monitoraggio delle liste d’attesa e nell’area della prevenzione, oltre che nella contabilità”.

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