Le Regioni monitorate sono quelle a statuto ordinario più la Sicilia, cioè le Regioni che hanno accesso al “fondo sanitario” e che vengono private del 3% di questo se risultano inadempienti.
“Rilevanti inadempienze”, si legge, permangono “per le Regioni in Piano di rientro, pur rilevando un progressivo miglioramento su riorganizzazione del sistema informativo e reti assistenziali”. Inoltre, nel monitoraggio 2012, solo il Veneto risulta ‘irreprensibile’. Basilicata, Umbria, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, invece, pur se generalmente ‘adempienti’, devono attuare quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita.
Purtroppo, la situazione peggiore si registra, come al solito, al sud. Campania, Lazio e Molise evidenziano ancora forti criticità per l’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, la riabilitazione, e al percorso nascita. Si salva l’Abruzzo che, seppur presentando grandi problemi per il settore ‘emergenze’ riacquista qualche punto per l’assistenza ospedaliera. Migliora l’assistenza ospedaliera in Puglia e Sicilia ma permangono criticità nel percorso nascita, nella rete dei pronto soccorso e nell’assistenza territoriale.
Maglia nera del Nord Italia al Piemonte, invece, la Regione infatti presenta, “inadempienze – si legge nel rapporto – nel monitoraggio delle liste d’attesa e nell’area della prevenzione, oltre che nella contabilità”.
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