Regione Umbria. Sono le lavoratrici della ristorazione collettiva, quelle che quotidianamente preparano da mangiare per bambine e bambini nei nostri asili, nelle nostre scuole, o per gli studenti fuori sede dell’università, o ancora per gli operai in fabbrica e i malati negli ospedali. Oggi (5 febbraio) sono in sciopero in tutta Italia insieme ai loro sindacati, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, per chiedere il rinnovo del Ccnl scaduto da quasi tre anni. A Perugia, per dare visibilità alla protesta (buone adesioni allo sciopero nelle mense, dicono i sindacati, nonostante si tratti di un settore in cui “non è mai facile scioperare”), alcune lavoratrici si sono date appuntamento sotto la sede della Camera del Lavoro per dare vita ad un flash mob in maschera: “È carnevale e il carnevale ci piace, ma il nostro contratto non è uno scherzo – hanno spiegato – siamo donne, per lo più a part-time, con stipendi già molto bassi, che ci vorrebbero ridurre ancora di più. E poi, c’è il grande problema dei cambi di appalto, nei quali vengono tagliati posti di lavoro e diritti”.
La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale è andata avanti per mesi, fino al 2 dicembre scorso, quando il negoziato si è interrotto “per le proposte inaccettabili delle parti datoriali Angem e Alleanza delle cooperative”, spiegano i sindacati. Proposte quali: riduzione del costo del lavoro, revisione della clausola sociale nei cambi di appalto, abbassamento delle tutele collettive e individuali, aumenti retributivi irrisori, sono le proposte che condizionavano il rinnovo del contratto. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil le hanno rispedite al mittente, perché, spiegano, “avrebbero portato a un ingiustificato arretramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.
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