SPOLETO. “Il popolo del Pd di Spoleto voterà solamente il simbolo? Benissimo. Allora considereremo questo gesto come atto di fiducia diretta nei miei confronti. Sarò io il consigliere regionale di Spoleto”. Questo, in estrema sintesi, il succo del discorso che ieri pomeriggio, martedì 28 aprile, la governatrice uscente
L’incontro – Catiuscia Marini ha rivolto alla delegazione del Partito democratico di Spoleto, nella sede perugina del Pd di Piazza della Repubblica. Non sussistendo i presupposti per rimettere mano alla lista, e avendo il Pd di Spoleto drasticamente rifiutato di barattare la mancanza di rappresentanza politica con qualche posto di peso in alcune agenzie o partecipate regionali, la stessa candidata presidente si è assunta l’impegno di rappresentare la città del Festival, oltre che come governatrice della Regione Umbria, a livello di organo legislativo in seno al consiglio regionale. La Marini in persona si è assunta l’onere e l’onore di far proprie le istanze del territorio di Spoleto, della Valnerina e delle terre del vino e dell’olio, interpretando la mancanza di indicazione di preferenze, che sarà – con ogni probabilità – espressa da una buona fetta dell’elettorato spoletino di centrosinistra, come un chiaro mandato nei confronti della sua persona.
I temi del dibattito – Un discorso politicamente più che corretto, quello della presidente, che tuttavia lascia il territorio spoletino senza alcuna certezza pratica, ad esempio, circa il futuro dell’ospedale cittadino – tenuto in vita negli anni, più che altro, grazie alle donazioni tecnologiche della Fondazione Ca.Ri.Spo. -, come anche riguardo il Festival dei Due Mondi per non parlare dello sviluppo economico, i progetti di filiera o le infrastrutture viarie, tanto carenti al punto da rasentare lo stato di abbandono. Alla delegazione non è rimasto da far altro che incassare l’impegno sulla parola della governatrice, che – è bene ricordarlo – a Spoleto e in Valnerina fu snobbata in maniera quasi vergognosa, anche dal punto di vista dell’opportunità politica, alle primarie del 2010 (appena il 5% dei voti contro il 95% dato a Bocci, risultato poi sconfitto a livello regionale), prendere la porta e tornarsene a casa, rimuginando sulle scelte operate in questi anni e sul modo migliore, più dignitoso e soprattutto utile per il territorio, di affrontare l’imminente futuro.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
