“la Regione, attraverso l’assessore Fabrizio Bracco, si è già impegnata a promuovere, sia con specifiche destinazioni economiche e sia favorendo accordi con altre istituzioni, un rilancio complessivo dell’istituto favorendo il riavvio di corsi professionalizzanti”. Nell’interrogazione, Cintioli pone l’attenzione in particolare sulla “possibilità di attivare corsi universitari, riprendendo il rapporto tra Fondazione, Regione Umbria e ministero dei beni e delle attività culturali (Mibac) per attivare insieme il corso di laurea quinquennale in Restauro dei beni librari (previsto dal D.M. ’87/2009′) che garantisca il riconoscimento del titolo di restauratore
di beni librari valido a livello nazionale. La scuola – sottolinea il consigliere regionale – ha operato dal 1992 al 2005, rappresentando un fattore importante ed originale per la promozione della cultura della conservazione e del restauro dei beni librari. Fino a diventare negli anni, prima di cessare la sua attività, un punto di riferimento per istituzioni europee ed extra europee del settore, nonché – aggiunge – per tantissimi giovani studiosi provenienti da tutta Italia”.
Nel testo presentato da Cintioli viene richiamata inoltre la più complessiva proposta di lavoro condivisa da Regione e ministero. “Un documento – spiega il consigliere regionale – in cui si pongono obiettivi importanti come: l’attività di formazione di tecnici del restauro e di figure professionali di supporto ai restauratori; la formazione specialistica e l’aggiornamento delle figure professionali che si occupano di beni librari ed archivistici nel territorio regionale; il collegamento dell’operatività
della Fondazione con quella della Protezione civile, in particolare con il laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto per avviare attività di ricerca, analisi, valutazione dello stato di conservazione di beni archivistici e librari anche ‘in tempo di pace’. Una serie di propositi ambiziosi ma concreti – conclude Giancarlo Cintioli – a cui, in un momento di particolare crisi come quello attuale, la città di Spoleto guarda con interesse per la valorizzazione delle iniziative nel campo della cultura e per il rilancio delle attività all’interno della Rocca Albornoziana”.
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