lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Se “fare il mercato” diventa il lavoro

Dietro gli stand le storie di chi si è dovuto riciclare. Da imprenditori di aziende a imprenditori di se stessi. Un viaggio tra chi ogni giorno cerca di sbarcare il lunario e chi ha scelto di fare il mercato per passione

 
Se “fare il mercato” diventa il lavoro
Perugia. Da piazza Italia a piazza del Bacio, passando per Borgo XX giugno. Sono i mercatini dell’artigianato, dei prodotti tipici e del baratto. Mercatini che stanno spopolando in Italia e nella nostra Perugia. Sono i mercati “animati” da 80mila persone in tutta Italia, i mercati ai confini dell’economia reale. A dirlo è uno studio del Centro di ricerca economica e sociale dell’associazione Occhio del Riciclone.

Ma dietro ad ogni mercato, dietro ogni stand, dietro ogni prodotto riciclato e rivenduto c’è una storia. La storia di chi prima lavorava in un’azienda, poi fallita, e che ha deciso di “fare il mercato” per arrivare a fine mese.

È la storia di chi, trovatosi disoccupato nel giro di pochi mesi, decide di rimboccarsi le maniche e di raccogliere dalle cantine di parenti e amici tutto ciò che il tempo aveva accumulato e dimenticato. Per un’economia diversa, al limite del reale, ma per chi decide di farne parte diventa un vero e proprio lavoro. Fatto di sacrifici e di privazioni. Unica fonte di reddito e sempre più spesso unica alternativa alla scarsità di lavoro o a salari troppo bassi. Ma, sempre più spesso, una scelta che porta anche gratifiche e soddisfazioni.

Infatti, proprio quella del riuso è un’economia che in Italia è tutt’altro che laterale, i cui numeri sono in crescita, soprattutto nel Centro e Nord. La sola Lombardia, ad esempio, nel 2013, contava 480 mercati delle pulci, detenendo il record italiano. Un business per molti. Ex imprenditori, immigrati, disoccupati, studenti o semplici appassionati.

C’è chi qui a Perugia, ad esempio, tutti i weekend è alla ricerca di una nuova “piazza” dove esporre la propria merce o chi si affida agli aficionados e ha il suo stand fisso. L’importante – dicono – è non restare a casa a far nulla. Si riesce , ad esempio, con un po’ d’impegno anche a guadagnare duecento, trecento euro. Nei mercati si incontra questa Italia e quest’Umbria, persone che comprano e vendono, chi sa cosa comprare fa ottimi affari, chi vuole risparmiare di certo è accontentato, chi cerca nuovi sbocchi commerciali può anche farcela.

Ed ecco che chi tra vecchie bobine cinematografiche, elettronica al limite della stranezza, specchi, bambole di bisquit, orologi, statue, borse e maglie senza griffe ci mette anche un pezzo della propria vita e mentre sei li a “cercare di fare l’affare” ti racconta come è arrivato a “fare il mercato”. E tu, poi alla fine, anche se poi non sai che fartene, quella zuccheriera così vintage, la compri lo stesso. Almeno avrai un bel ricordo di chi te l’ha venduta.

 

Foto by Armando Allegretti

Tag dell'articolo: , , , , , , .

COMMENTI ALL'ARTICOLO

DISCLAIMER - La redazione di Perugia Online non effettua alcuna censura dei commenti, i quali sono sottoposti ad approvazione preventiva solo per evitare ingiurie, diffamazioni e qualsiasi altro messaggio che violi le leggi vigenti. Siete pregati di non inserire commenti anonimi e di non ripetere più volte lo stesso commento in attesa di moderazione. Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile civilmente e penalmente del suo contenuto. Perugia Online si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia commento che manifesti toni, espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi. I commenti scritti su Perugia Online vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (IP, E-Mail, etc.). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Perugia Online non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.
Scroll To Top