lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Sfuggito alla retata del 6 ottobre, i carabinieri di Todi lo fermano a Corciano

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'uomo, un albanese 25enne, clandestino e gravato da altri pregiudizi, è stato scovato nell’immediata periferia perugina dove aveva ripreso, apparentemente indisturbato, la sua attività di spacciatore.

 
Sfuggito alla retata del 6 ottobre, i carabinieri di Todi lo fermano a Corciano
Corciano. I carabinieri del Norm (nucleo operativo e radiomobile) della compagnia di Todi hanno individuato e catturato uno degli ultimi ricercati, appartenenti al sodalizio criminale che operava in tutta la Media Valle del Tevere ed a Perugia, sfuggito alla retata del 6 ottobre dopo lunghe e meticolose indagini portate avanti dal mese di giugno 2011 nei confronti di numerosi spacciatori di cocaina, quasi tutti dimoranti a Perugia. Il provvedimento di custodia cautelare, come per la maggior parte degli altri indagati, riguarda un cittadino albanese, J.E., 25enne, clandestino e gravato da altri pregiudizi penali, che è stato scovato nell’immediata periferia perugina, a Corciano, dove aveva ripreso, apparentemente indisturbato, la sua attività di spacciatore e dopo essere rientrato irregolarmente  in Italia da un periodo di latitanza all’estero.

In particolare, lo straniero, consapevole di essere ricercato dai carabinieri, adottava ogni possibile precauzione, nascondendosi durante il giorno in un appartamento di Corciano, uscendo di casa solo la sera per svolgere la sua attività di spacciatore. In seguito della perquisizione effettuata nell’abitazione della sua fidanzata, a Corciano, dove aveva trovato rifugio, i carabinieri sequestravano una cinquantina di nuove schede telefoniche prepagate ed oltre duemila euro in contanti, quale provento della sua illecita attività. Le schede telefoniche, intestate a persone straniere inesistenti, servivano per gestire l’attività di spaccio, senza essere rintracciato dalle forze dell’ordine.

L’uomo, come indicato dal Gip del Tribunale di Perugia nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico, è ritenuto responsabile di spaccio di sostanze stupefacenti, insieme agli altri soggetti già assicurati alla giustizia, che come ricordiamo avevano tessuto una rete che andava avanti da circa tre anni e che era stata individuata nel corso delle indagini esperite nella zona di Marsciano, susseguenti alla denuncia del padre di un ragazzo – tossicodipendente del luogo, vittima di un’estorsione a causa di debiti contratti per l’acquisto di alcune dosi di cocaina, ricevute dagli albanesi.

Lo straniero, dopo essere stato accompagnato presso la casa circondariale di Perugia, a disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato raggiunto poi da un altro ordine di carcerazione per espiazione di pena, emesso dalla Procura della Repubblica di Perugia e notificatogli dai carabinieri tuderti, dovendo scontare la pena di 2 anni e 7 mesi di reclusione a seguito di una condanna per altri delitti, riguardanti sempre gli stupefacenti. La fidanzata dell’indagato, una sua connazionale 26enne, disoccupata, è stata denunciata per favoreggiamento personale, in quanto ritenuta responsabile di averlo aiutato a sottrarsi alla cattura, nascondendolo nella sua abitazione.

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