L’appello – Sgalla dichiara: “Dobbiamo uscire dalla logica della contrapposizione tra ‘gufi’ e ‘salvatori della patria’. La crisi c’è, i dati lo dimostrano in maniera inequivocabile. E non basta un po’ di doping occupazionale ad invertire il trend”. Il sindacalista invoca quindi un intervento d’emergenza che possa permettere un rilancio del sistema produttivo umbro.
Allarme e proposte – “Il pericolo – spiega Sgalla- è che la nostra regione venga risucchiata in quel pezzo di Italia centro-meridionale che il recentissimo studio Svimez definisce a rischio di crisi permanente e irreversibile”. Si cerca allora di tendere una mano alla governatrice Marini: “La sua idea di una legislatura regionale aggressiva ci trova certamente d’accordo. Proponiamo di fissare obiettivi, concreti e misurabili, di creazione di buona occupazione, attraverso un impegno congiunto di tutti i soggetti economici e sociali dell’Umbria: istituzioni a tutti i livelli, associazioni delle imprese, organizzazioni sindacali, mondo del credito e università”. Il segretario fa quindi riferimento alla necessità di un corretto utilizzo dei fondi europei per la programmazione, che dovranno essere necessariamente utilizzati per la creazione di lavoro, nonché di misure di welfare regionale in grado di sostenere le fasce più deboli della popolazione, questo perché “appurato che il tunnel è ancora lungo, è necessario attrezzarci per la sopravvivenza al suo interno”.
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