lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Sharing economy al femminile: rischi e opportunità dell’economia collaborativa

Imprenditrici ed esperti a confronto al IX meeting

 
Sharing economy al femminile: rischi e opportunità dell’economia collaborativa
Perugia. “Leadership umbra al femminile” di Unioncamere Umbria. La sharing economy: rischio o opportunità? Su questo tema si sono confrontate le imprenditrici intervenute il 16 ottobre a Perugia-Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni per il IX meeting “Leadership umbra al femminile” promosso da Unioncamere Umbria, Coordinamento regionale dei Comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile.  La sharing economy ed è un modello economico emergente basato sul riuso e sulla condivisione delle risorse ma soprattutto sull’eticità dei rapporti tra persone. Assume diverse forme, che spesso prevedono lo scambio senza intermediazione di denaro, come nel caso di abbigliamento e case per le vacanze. Oppure la condivisione di risorse, come nel “Bla Bla Car”, una piattaforma informatica che consente l’incontro tra viaggiatori che, avendo una meta comune, utilizzano lo stesso mezzo di trasporto privato, dividendo le spese. Ma si parla anche dei GAS-Gruppi di Acquisto Solidale, gruppi di famiglie che acquistano beni alimentari e di varia natura direttamente dai produttori. Forme di consumo alle quali molti imprenditori cominciano a guardare con sospetto, temendo ripercussioni sul proprio business. Come si è arrivati alla sharing economy? Almeno due gli elementi che hanno contribuito alla sua affermazione, evidenziati da Luca Ferrucci, ordinario di economia e gestione delle imprese dell’Università di Perugia: la trasformazione tecnologica, che ha facilitato la comunicazione diretta tra molti a distanza, e la crisi economica, che ha costretto ad una maggiore sobrietà nei consumi. A questo si aggiunge – secondo Fabio Santini, docente di economia aziendale – la grande quantità di laureati che si affacciano al mondo del lavoro per i quali la sharing economy offre la possibilità di fare esperienza e sviluppare competenze. Le regole giuridiche attuali – afferma Francesco Vitelli, docente di diritto dell’economia – non sono in grado di regolamentare questa nuova forme di economia, che diventa perciò una sfida per il legislatore: la realtà si evolve con una rapidità tale che legislatori e giuristi non riescono a stare al passo. Dopo gli interventi in programma, le imprenditrici hanno dato vita a vivaci laboratori dai quali sono emerse posizioni condivise. Innanzi tutto una sostanziale apertura nei confronti della sharing economy, vista più come un’opportunità che come una minaccia. In effetti, i valori alla base – eticità, condivisione, riuso – sono tipicamente femminili ed appartengono alla tradizione più autentica dei nostri borghi, dove da sempre le donne  hanno collaborato, soprattutto nella gestione dei figli. In un certo senso la sharing economy è femminile. Se timori ci sono riguardano il rischio di un eccesso di regolamentazione, o peggio di una regolamentazione fatta senza comprendere a fondo il fenomeno, volendo imbrigliare troppo queste forme spontanee di relazioni economiche tra persone. L’evento è stato preceduto dai saluti istituzionali di Giorgio Mencaroni, Presidente Unioncamere Umbria, Maria Zappelli Cardarelli, Presidente del Coordinamento regionale per la promozione dell’imprenditoria femminile e Donatella Porzi, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria.

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