lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Si finge Carabiniere e chiede ricarica poste pay urgente al direttore dell’ufficio postale

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Identificati i tre colpevoli e denunciati dagli uomini dell'Arma per reato di truffa. Per il più giovane della banda emesso anche il reato di sostituzione di persona

 
Si finge Carabiniere e chiede ricarica poste pay urgente al direttore dell’ufficio postale
Carabinieri
Regione Umbria. L’accusa è quella di truffa ai danni di un ufficio postale della Valnerina. Sul caso, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Spoleto che hanno deferito 3 persone residenti a Maddaloni (CE).

I fatti – Il 12 novembre un 33enne avrebbe telefonato al direttore dell’ufficio postale preso di mira, qualificandosi come “Maggiore Lettieri, Comandante dei Carabinieri di Spoleto”. Nell’occasione, l’uomo aveva riferito che aveva urgenza di ricevere una ricarica post pay di 1500 euro circa, per poter far fronte a delle esigenze di giustizia, aggiungendo che, trattandosi d’emergenza, non poteva continuare la conversazione e che avrebbe richiamato un “collega” per fornire i dati necessari ad effettuare la ricarica. Ed ecco entrare nel gioco un uomo di 62 anni che, Ricontattato l’ufficio postale, indicava la post pay e i relativi dati per effettuare il versamento. Ingannato dal raggiro perfettamente messo in scena e convinto di poter aiutare i Carabinieri, il direttore ha effettuato la ricarica richiesta ma, subito dopo, ha pensato bene di avvertire la centrale operativa del 112. Scoperto il raggiro, il direttore ha subito presentato denuncia agli uomini dell’Arma che hanno rintracciato il titolare della carta prepagata, un uomo di 40 anni che aveva già prelevato una parte del contante versato. Ulteriori indagini hanno permesso di identificare i componenti della banda ed è inoltre emerso che il più giovane era ben noto alle forze dell’ordine per aver commesso numerose truffe di questo genere. Nei suoi confronti, oltre che per il reato di truffa, è stata eseguita la denuncia anche per il reato di “sostituzione di persona”. Gli uomini dell’Arma, dopo i fatti accaduti, ricordano ai cittadini di diffidare da chiunque utilizzi indebitamente il nome dell’Arma dei Carabinieri per richiesta di soldi e di segnalare immediatamente al numero telefonico 112 ogni situazione che possa destare anche il minimo dubbio.

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