Il nome ci è uscito per caso relativamente a un progetto parallelo del nostro vecchio gruppo. Ci sembrò da subito interessante sia per il suono della parola stessa che per l’immaginario cui la stagione richiama, che ha un collegamento abbastanza diretto con quello che poi cerchiamo di esprimere in musica.
Suoniamo insieme da circa una vita con altri svariati progetti. Autunno nasce morto ad inizio 2013.
Soffriamo molto la lontananza (Bernardo si è trasferito a Trento per motivi di studio) sia artisticamente che umanamente dato che prima di esser compagni nella musica siamo amici. Sul livello prettamente musicale indubbiamente la distanza non aiuta ma non rappresenta un ostacolo tale da impedirci di continuare a suonare.
Siamo partiti così perché non riuscivamo a trovare un bassista. In questa formula però non abbiamo trovato assolutamente una castrazione a quella che è la nostra idea di musica, ma anzi è una dimensione espressiva molto efficace, per cui abbiamo scelto di andare avanti così.
Non ci è facile inquadrare influenze precise data la varietà di ascolti di entrambi. In una certa misura ci sentiamo figli della scena emo punk italiana degli ultimi anni (per capirci quella che gira intorno a etichette quali To Lose La Track, Fallodischi, ecc.), ma i nostri gusti musicali non si fermano a questo contesto e crediamo, in qualche modo, che il nostro stile ne risenta. A livello di effettistica invece siamo molto scarni, ma per la chitarra ci piace usare diversi distorsori per aver maggior impatto a livello dinamico.
I testi sono figli diretti della quotidianità che ci circonda. Personalmente amo (parla Filippo, ndr) elevare a tema artistico le cose apparentemente più insignificanti. Sono immagini che non cercano e soprattutto non vogliono dare risposte, ognuno può vederci quello che vuole senza dover per forza trovare un’interpretazione univoca.
Ci piace pensare che il pubblico sia parte integrante del live, cosa che ci porta ad apprezzare la quasi totale assenza del palco, data la troppo netta distinzione che questo va a creare.
Abbiamo suonato da poco a Jesi, ma per il momento non c’è in programma nient’altro. Questo perché per quanto riguarda date e live in generale è sempre un po’ difficile organizzarsi, visti gli impegni universitari e soprattutto la distanza.
In Italia secondo noi sono presenti moltissime realtà valide in vari ambiti e generi musicali che però rimangono (forse giustamente) nel sottobosco. Poi ci sarebbe da discutere il significato di “musica indipendente”, concetto che è spesso associato a contesti che di indipendente non hanno poi tanto. A Perugia invece non vi è una scena ben definita e coesa nonostante la grande abbondanza di gruppi.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
