lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“Si sta come d’autunno”, intervista ad una giovane (e promettente) band perugina

I due giovani hanno all'attivo molte serate nel centro Italia e sono stati recensiti dalla rivista Dance Like Shaquille O'Neal

 
“Si sta come d’autunno”, intervista ad una giovane (e promettente) band perugina
Perugia. Filippo Vagni e Bernardo Armanni sono due baldi giovani. Insieme sono “Autunno”, una band perugina dal nome vagamente malincolino. Appena ventenni, hanno all’attivo diverse serate nei locali del Centro Italia e possono vantare anche una recensione/intervista sul sito (che si occupa di musica di nicchia) Dance Like Shaquille O’Neal. Ma andiamo a conoscerli meglio.

Come è nato il nome Autunno?

Il nome ci è uscito per caso relativamente a un progetto parallelo del nostro vecchio gruppo. Ci sembrò da subito interessante sia per il suono della parola stessa che per l’immaginario cui la stagione richiama, che ha un collegamento abbastanza diretto con quello che poi cerchiamo di esprimere in musica.

Da quanto tempo suonate insieme?

Suoniamo insieme da circa una vita con altri svariati progetti. Autunno nasce morto ad inizio 2013.

Uno dei due vive a Perugia, l’altro a Trento. Non è scomodo vivere così lontani per due che suonano insieme?

Soffriamo molto la lontananza (Bernardo si è trasferito a Trento per motivi di studio) sia artisticamente che umanamente dato che prima di esser compagni nella musica siamo amici. Sul livello prettamente musicale indubbiamente la distanza non aiuta ma non rappresenta un ostacolo tale da impedirci di continuare a suonare.

Voi siete un duo di chitarra e batteria, una scelta indubbiamente particolare per la musica rock (anche se non mancano esempi anche famosi, penso ai White Stripes o ai Black Keys)… Ma non sentite mai la mancanza dell’apporto ritmico di un basso?

Siamo partiti così perché non riuscivamo a trovare un bassista. In questa formula però non abbiamo trovato assolutamente una castrazione a quella che è la nostra idea di musica, ma anzi è una dimensione espressiva molto efficace, per cui abbiamo scelto di andare avanti così.

Quali influenze avete e come definireste il vostro stile?

Non ci è facile inquadrare influenze precise data la varietà di ascolti di entrambi. In una certa misura ci sentiamo figli della scena emo punk italiana degli ultimi anni (per capirci quella che gira intorno a etichette quali To Lose La Track, Fallodischi, ecc.), ma i nostri gusti musicali non si fermano a questo contesto e crediamo, in qualche modo, che il nostro stile ne risenta. A livello di effettistica invece siamo molto scarni, ma per la chitarra ci piace usare diversi distorsori per aver maggior impatto a livello dinamico.

Avete dei testi molto criptici (penso ad esempio a “Lattuga” che parla, come suggerisce il titolo, di orsi che degustano lattuga)… Da dove deriva questa scelta stilistica?

I testi sono figli diretti della quotidianità che ci circonda. Personalmente amo (parla Filippo, ndr) elevare a tema artistico le cose apparentemente più insignificanti. Sono immagini che non cercano e soprattutto non vogliono dare risposte, ognuno può vederci quello che vuole senza dover per forza trovare un’interpretazione univoca.

So che vi piace utilizzare un approccio particolare col pubblico mentre suonate. In cosa consiste?

Ci piace pensare che il pubblico sia parte integrante del live, cosa che ci porta ad apprezzare la quasi totale assenza del palco, data la troppo netta distinzione che questo va a creare.

 Siete legati a una qualche etichetta? Avete prodotto qualche EP?
Non siamo formalmente legati ad un’etichetta anche se gran parte del merito della nostra prima uscita è dell’Astio Collettivo (e in particolare di Valerio Mastio) che non è propriamente considerabile un’etichetta quanto piuttosto un gruppo di amici che si sbatte per fare cose belle. Per ora abbiamo alle spalle un solo EP uscito nel dicembre 2013 al quale, a breve (speriamo entro l’estate!) daremo un seguito.
Quali sono i vostri prossimi impegni?

Abbiamo suonato da poco a Jesi, ma per il momento non c’è in programma nient’altro. Questo perché per quanto riguarda date e live in generale è sempre un po’ difficile organizzarsi, visti gli impegni universitari e soprattutto la distanza.

Cosa ne pensate della musica indipendente italiana, di cui si sente tanto parlare? E della scena perugina? 

In Italia secondo noi sono presenti moltissime realtà valide in vari ambiti e generi musicali che però rimangono (forse giustamente) nel sottobosco. Poi ci sarebbe da discutere il significato di “musica indipendente”, concetto che è spesso associato a contesti che di indipendente non hanno poi tanto. A Perugia invece non vi è una scena ben definita e coesa nonostante la grande abbondanza di gruppi.

Per finire, quali sono i vostri canali ufficiali?
Per ascoltare il primo ep basta andare sul nostro Bandcamp (https://sistacomedautunno.bandcamp.com). Per date e aggiornamenti vari invece ci trovate su Facebook (https://www.facebook.com/AUTUNN0)
Foto Riccardo Ruspi

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