lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“Siamo nel mirino dell’Isis”: Squarta (FdI) chiede “maggiori controlli sulle moschee abusive e incontrollate”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il consigliere sollecita "regole più severe per i luoghi di culto" e plaude all'iniziativa del Procuratore generale Fausto Cardella "che ha appena sottoscritto un protocollo di intesa con la Direzione nazionale antiterrorismo".

 
“Siamo nel mirino dell’Isis”: Squarta (FdI) chiede “maggiori controlli sulle moschee abusive e incontrollate”
Perugia.  “Le moschee abusive e incontrollate sono terreno fertile per chi strizza l’occhio ai terroristi islamici. Nella difficilissima guerra contro l’Isis il nostro Paese rischia fortemente in termini di sicurezza, e non devono esistere coni d’ombra dietro i quali si possa predicare l’odio verso l’Occidente”. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, devono esserci “regole più severe per i luoghi di culto in un momento storico complesso durante il quale la tensione è altissima”.

Più controlli Stabilire regole e farle rispettare, secondo l’esponente della minoranza, non è discriminazione. “Anzi è il presupposto fondamentale per far professare liberamente la religione nel nostro Paese, valore fondante della Costituzione. Certamente, gli attacchi terroristici che continuano a ripetersi dal 2001 devono farci riflettere su alcuni argomenti caldi come l’immigrazione e la minaccia del terrorismo. In una recente intervista – aggiunge Squarta – il presidente del Copasir ha detto che noi italiani ‘siamo nel mirino dell’Isis’. Dobbiamo aspettare i morti per intervenire? Chiediamoci chi finanzia le moschee e i centri islamici. Spesso i soldi arrivano da governi musulmani fondamentalisti. La storia ci ha insegnato che quasi tutte le rivoluzioni e i sollevamenti popolari sono partite dalle moschee. è opportuno quindi concentrarsi in quelle del nostro Paese, soprattutto in quelle irregolari dove la preghiera è tenuta non da imam quanto da mattatori con conoscenze discutibili del Corano”.

I precedenti Squarta ricorda che nel 2007 “la Digos di Perugia a Ponte Felcino scovò una scuola del terrore di Al-Qaeda: gli imputati sono stati tutti condannati per addestramento al terrorismo e rimpatriati in Marocco. Addestravano perfino i bambini”. In Italia ci sono 100 sospetti terroristi e 250 detenuti vengono sorvegliati in carcere per il rischio di radicalizzazione. “Nel supercarcere di Spoleto un manipolo di maghrebini ha esultato dopo l’assalto al teatro Bataclan, a Capanne invece gli agenti della Penitenziaria ad uno spacciatore tunisino, subito espulso, hanno sequestrato immagini di bandiere nere e foto di Osama Bin Laden. Tutto ciò – sottolinea Squarta – mentre le forze dell’ordine e i servizi segreti nell’era del web svolgono un lavoro complicato di intelligence e prevenzione. Ben vengano quindi – conclude – iniziative come quella del Procuratore generale Fausto Cardella che ha appena sottoscritto un protocollo di intesa con la direzione nazionale antiterrorismo, dicendosi convinto che ‘la lotta all’Isis richieda un cambio di marcia’. Nell’immediato però la politica può intervenire sulle moschee abusive per aumentare il livello di sicurezza”.

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