Il progetto – Il progetto, che si sviluppa in tre distinti moduli, consiste nel far ascoltare ai pazienti oncologici della musica da essi preliminarmente scelta, prima e dopo la sottoposizione alla radioterapia. Non si tratta di una novità assoluta (studi del genere sono stati nel frattempo compiuti in altre parti del mondo): in ogni caso questa è una delle tante iniziative di supporto psicologico che caratterizzano da oltre vent’anni le SS.CC. di Radioterapia Oncologica e di Oncologia Medica.
Gli obiettivi – L’obiettivo è quello di offrire ai pazienti un luogo in cui l’ansia e l’angoscia, collegate tanto alla malattia quanto agli effetti collaterali che la stessa cura può causare, possano essere insieme espresse, contenute e gestite. Come ha lucidamente notato Duca: “Abbiamo fatto dei passi in avanti dal punto di vista medico in direzione della cura dei tumori, ma altrettanto fondamentale è l’attenzione alla qualità della vita dei pazienti e all’aspetto relazionale, che progetti come questi aiutano a stimolare”.
I risultati – È ancora troppo presto per parlare di risultati inconfutabili, anche se è già cominciata la raccolta dei dati statistici. In ogni caso un primo segnale del successo dell’iniziativa è rappresentato dalle decine e decine di persone che seguono i relativi gruppi. Un primo effetto positivo è costituto dalla relazione che si viene a creare tra operatori (studenti di psicologia iscritti alla triennale o alla specialistica) e pazienti: i primi vengono aiutati a crescere tanto caratterialmente che professionalmente, i secondi godono di una ventata di vitalità, gioventù ed ottimismo.
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