martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Sipa e Saba: alta adesione dei dipendenti allo sciopero promosso da Filt Cgil e Fit Cisl. Il Pd: “La Regione li tuteli”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La protesta attuata per contrastare la decisione della multinazionale spagnola proprietaria delle due aziende di cambiare unilateralmente il contratto nazionale di riferimento. "Giù le mani dai nostri posti di lavoro". La nota di Leonelli.

 
Sipa e Saba: alta adesione dei dipendenti allo sciopero promosso da Filt Cgil e Fit Cisl. Il Pd: “La Regione li tuteli”
Regione Umbria. Adesioni molto elevate, intorno al 70% per i lavoratori Sipa (Perugia) e del 100% per quelli Saba (Assisi), allo sciopero indetto per oggi, 19 novembre, da Filt Cgil e Fit Cisl per contrastare la decisione della multinazionale spagnola Saba, proprietaria delle due aziende che operano in Umbria, di cambiare unilateralmente il contratto nazionale di riferimento. Per effetto dello sciopero il parcheggio del Mercato Coperto di Perugia è rimasto chiuso, mentre gli altri parcheggi meccanizzati hanno funzionato solo grazie alle casse automatiche. Adesioni pressoché totali anche tra gli ausiliari addetti al controllo della sosta nelle strisce blu.

Lo sciopero terminerà domattina (20 novembre) alle ore 6. La scelta della multinazionale spagnola è inaccettabile in primo luogo perché penalizza pesantemente i lavoratori, sia normativamente che economicamente”, hanno spiegato questa mattina i sindacati e le Rsa nel corso di un presidio tenuto davanti alla sede di Sipa, in via Fanti a Perugia. “Oggi vogliamo ribadire – hanno aggiunto – che nessuna multinazionale può venire in Italia a far cassa sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici e sulla cittadinanza, sempre più colpita dall’aumento delle tariffe dei parcheggi”. Filt Cgil e Fit Cisl, insieme ai lavoratori che, oltre che in Umbria hanno scioperato a Trieste e Firenze, chiedono dunque alla multinazionale il ritiro della decisione di modifica del contratto nazionale, con la conferma di quello attuale (contratto Aniasa sosta autonoleggio). “Se l’azienda non tornerà sui suoi passi – concludono sindacati e Rsu – proseguiremo nella mobilitazione e siamo pronti ad indire altre giornate di sciopero”.

L’intervento del Pd “La scelta della multinazionale spagnola Saba di cambiare unilateralmente il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai propri dipendenti, passando da quello dell’autonoleggio e parcheggi a quello del terziario, determina un decadimento delle condizioni economiche e normative dei dipendenti”. Lo rileva il capogruppo del Partito democratico all’assemblea legislativa Giacomo Leonelli che sull’argomento ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (question time).

Nell’atto ispettivo rivolto alla Giunta di Palazzo Donini, Leonelli sottolinea che “tale scelta penalizza gravemente i lavoratori, che rischiano di perdere salario e diritti, sia per effetto di una paga base più bassa, sia perché con tale formale disdetta si cancellano anni e anni di contrattazione di secondo livello territoriale”. E chiede alla Giunta Marini “quali azioni intenda mettere in campo per sostenere i diritti dei lavoratori della Saba-Sipa nel corso di questa vertenza”.

Leonelli aggiunge che “la multinazionale spagnola, che gestisce i 6 parcheggi Sipa di Perugia più quelli ad Assisi, per un totale di ben più di 2000 posti auto, ha comunicato formalmente la disdetta del contratto nazionale di lavoro dell’autonoleggio applicato nei confronti dei lavoratori dei parcheggi Sipa e i sindacati di categoria hanno indetto per oggi uno sciopero in difesa dei livelli occupazionali di un’azienda che in Umbria conta oltre 50 lavoratori. Saba – conclude Leonelli – ha già espulso dal proprio circuito produttivo un buon numero di lavoratori in diversi impianti d’Italia, senza aprire ammortizzatori sociali. Occorre quindi che le istituzioni e la politica vigilino attentamente su questa situazione, per evitare che decine di famiglie di nostri corregionali possano entrare in una fase di grave difficoltà economica, per altro già avviata della stessa disdetta unilaterale del contratto nazionale di lavoro da parte di Saba”.

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