“La ricostruzione è avviata – ha quindi spiegato Moretti –, ma come in ogni occasione pensiamo che si sarebbe potuto fare prima e meglio. Rispetto ad altre esperienze, però, non siamo indietro e il processo sta andando avanti. Indubbiamente è un fenomeno ampio, aggravato dal ripetersi di eventi sismici e la fase di accertamento dei danni è proseguita per diversi mesi proprio per il succedersi delle scosse”. In merito sono stati anche forniti alcuni dati rispetto alla situazione attuale: 100mila sono gli edifici danneggiati in tutto il cratere di cui circa 13.500 solo in Umbria e nelle nove province interessate sono mille le pratiche di progetti già presentate (140 in Umbria e sei già rilasciate) e altre mille quelle in lavorazione. Di 14mila iscritti all’Elenco speciale dei professionisti istituito dal Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016 sono almeno 3mila quelli coinvolti. “Visto il numero dei professionisti – ha dichiarato Moretti – ci aspettavamo e ci aspettiamo che i progetti possano aumentare velocemente. Pensavamo che molti di più facessero ricorso alla ricostruzione a ‘burocrazia zero’, senza cioè autorizzazioni preventive, ma pochi invece ne hanno fatto uso e ciò ha consentito di aprire meno cantieri”. “Probabilmente – ha proseguito Moretti –, la fiducia, almeno nei mesi scorsi, non era elevata e qualcuno avrà pensato che i soldi non ci fossero e che poi tutto il costo dell’intervento non sarebbe stato coperto dal contributo. Di fronte a questa incertezza, qualcuno ha preferito aspettare per presentare la pratica”. “Anche noi professionisti – ha infine affermato Tonzani – stiamo cercando di capire quali siano i problemi e, purtroppo, non abbiamo una ricetta precisa. Oggi stiamo tutti insieme studiando per migliorare la macchina della ricostruzione e farla camminare più velocemente”.
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