“Il centrosinistra con la presidente Marini – aggiunge Leonelli – vince in Umbria con un dato inequivocabile, che gli avrebbe consegnato la vittoria in tutte le regioni che sono andate al voto, compresa la Toscana, dove legge elettorale prevede un turno di ballottaggio con una percentuale di consensi al di sotto del 40%. Basti segnalare che in Liguria Toti è governatore con appena il 34% dei voti e ricordare che a Perugia Romizi è diventato sindaco con una coalizione che al primo turno ha superato di poco il 30% e nessuno si è sognato mai di mettere in discussione la sua legittimazione. Non si può, infine, far finta di dimenticare che l’elezione diretta del presidente porta con sé la necessità di prevedere strumenti, quale il premio di maggioranza, che garantiscano la governabilità, così come previsto dalla legge 165 del 2004, che cita tra i principi fondamentali delle norme che disciplinano le elezioni la ‘individuazione di un sistema elettorale che agevoli la formazione di stabili maggioranze nel Consiglio regionale e assicuri la rappresentanza delle minoranze’ (articolo 4, comma 1, lettera ‘a’)”.
“Preoccupa invece – conclude Leonelli – la volontà attestata da Ricci di polemizzare e inquinare il clima politico, disconoscendo una vittoria netta e gettando ombre insussistenti sul dato elettorale, ma soprattutto lasciando intendere di non voler in alcun modo mettersi alla guida di una opposizione dialettica ma costruttiva, centrata sui temi e sulle priorità per l’Umbria”.
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