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Situazione di via Masi, l’interrogazione di Bistocchi e Bori

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A un anno dal ritrovamento dei resti della Tenaglia della Rocca Paolina, l'area risulta ancora transennata senza che si sia provveduto al recupero dell'importante struttura seicentesca, causando disagi a residenti e lavoratori

 
Situazione di via Masi, l’interrogazione di Bistocchi e Bori
Perugia. I consiglieri Tommaso Bori e Sarah Bistocchi hanno presentato una interrogazione sulla situazione di via Masi dopo la scoperta dei resti della Tenaglia della Rocca Paolina. “Ormai da un anno l’area del ritrovamento risulta transennata – ricordano Bori e Bistocchi – senza che si sia provveduto ad un recupero dell’importante struttura seicentesca e causando disagi a residenti e lavoratori dell’area visto che i pochi parcheggi liberi della zona insistono proprio nell’area transennata”. Nel settembre 2014, a seguito di alcuni lavori di rifacimento di una condotta fognaria sono emersi, nella zona di via Masi, resti della cosiddetta Tenaglia della Rocca Paolina. Un po’ di storia. La Tenaglia costruita su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane come complemento difensivo della Rocca Paolina insieme alla Rocca stessa rappresentava un esempio di architettura militare insuperato per l’Italia del sedicesimo secolo. Sangallo per precisa volontà del Papa concepì un complesso con una struttura centrale e poi, verso sud, ovvero verso l’attuale Santa Giuliana, la Tenaglia (chiamata anche forbice), cioè un’altra struttura fortificata collegata alla prima da un braccio di 120 metri (anch’esso fortificato). Quest’ultima, proprio a conferma della funzione che aveva tutta la struttura, sarebbe servita a far arrivare i soccorsi o i rifornimenti alla fortezza soprastante in caso di assedio, oppure sarebbe stata una comoda e sicura via di fuga verso l’aperta campagna. La Rocca e le sue strutture difensive in parte distrutta nel 1848, e ricostruita nel 1860 per volere di papa Pio IX, fu abbattuta definitivamente nei decenni successivi all’annessione al Regno d’Italia, offrendo lo spazio per la costruzione di molti edifici e sistemazioni ottocentesche (piazza Italia, via Masi, giardini Carducci, viale Indipendenza). Con tali vasti cambiamenti urbanistici, dell’antica Rocca (articolata in tre parti: il Palazzo Papale, il Corridore e la Tenaglia) rimasero solo i sotterranei del Palazzo Papale. Questi furono interessati da lavori di rimozione delle macerie nel 1932 e conclusi nel 1965, aprendosi al pubblico quale “città sotterranea” di grande fascino e suggestione.La situazione attuale. Dalla scoperta dei resti della Tenaglia l’area circostante è stata transennata ma, a distanza di quasi un anno, nulla è stato fatto per riportare alla luce la struttura seicentesca. La chiusura dell’area crea problemi di accesso e circolazione ai residenti, ai lavoratori e alle persone che cercano parcheggio per recarsi in Centro Storico visto che nell’area transennata ricadono i pochi parcheggi gratuiti della zona. I consiglieri chiedono alla giunta e al sindaco cosa intendono per riportare alla luce i resti della struttura e per garantire la fruizione dell’area ai cittadini. Con quali tempistiche l’amministrazione comunale intende alleviare i problemi di transito e sosta dell’area di via Masi fino al completamento dei lavori.

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