Regione Umbria. Un atto gravissimo e vile nei confronti di una persona che si impegna da anni nella battaglia di civiltà contro le discriminazioni di genere, per il rispetto di diritti fondamentali e delluguaglianza di tutti, indipendentemente dallorientamento sessuale. È quanto sottolinea la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che esprime la sua profonda solidarietà alla copresidente dellassociazione Omphalos Arcigay Arcilesbica, Patrizia Stefani, cui è stata indirizzata una lettera anonima contenente pesanti minacce. Un episodio intollerabile e che non deve essere sottovalutato rileva – in una regione che ha fatto e fa dellessere solidale e attenta alla tutela dei diritti delle persone la sua bandiera. Un atto di violenza e odio che ci impone lobbligo di rafforzare ancora di più la nostra azione per diffondere la cultura del rispetto. È questo anche lo spirito delle norme in discussione in Consiglio regionale.
Esprimo la più completa solidarietà a Patrizia Stefani per il gravissimo atto che le è stato rivolto” – Questo il commento del sindaco Andrea Romizi dopo lettera anonima contenente minacce e insulti indirizzati alla co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani – “Non è accettabile che accadano episodi del genere in una città come Perugia. Per questo rivolgo a Patrizia e a tutta l’associazione Omphalos la mia piena solidarietà e contrarietà per il grave accaduto”. È stata ritrovata martedì nella cassetta postale di Omphalos Arcigay Arcilesbica una lettera anonima contenente intimidazioni e insulti, che sfociano fino alle minacce di morte, indirizzati alla co-presidente dell’associazione Patrizia Stefani. “Prima di tutto vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà nei confronti di Patrizia Stefani” – dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Diego Mencaroni – “e vogliamo inoltre condannare questo fatto gravissimo, ultimo di una serie di preoccupanti episodi che nell’ultimo anno si sono susseguiti. La lettera anonima, purtroppo, arriva dopo numerose denunce con cui, in questo periodo, l’ Omphalos ha segnalato episodi di omofobia e intolleranza avvenuti nella nostra città, sia in luoghi pubblici che nelle scuole. Il numero di episodi di minacce, omofobia ed intolleranza registrato e denunciato dall’associazione è nettamente aumentato negli ultimi mesi. Soltanto pochi giorni fa sono stati imbrattati e strappati i manifesti relativi alla campagna sul matrimonio lanciata sempre dall’Omphalos. Sarebbe stata opportuna una presa di posizione pubblica del Sindaco Romizi e della sua Giunta per condannare questi episodi di violenza. E’ inaccettabile, infatti, il silenzio del centro destra e della sua amministrazione di fronte al ripetersi di avvenimenti così gravi.” “La Regione Umbria sta da tempo discutendo una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, proposta ed approvata proprio dal Consiglio Comunale di Perugia, che anche alla luce degli ultimi episodi si rende assolutamente urgente. Riteniamo necessario che il consiglio regionale legiferi il prima possibile su questo tema per dare un segnale di inversione di tendenza a tutti i cittadini.” Sinistra ecologia e libertà.Le istituzioni devono fare la loro parte nel contrastare un clima troppo ostile nei confronti delle persone gay, lesbiche e trans ed è pertanto arrivato il momento, per la Giunta Romizi, che sino ad oggi ha evitato di prendere una posizione su queste tematiche e si è anzi ritrovata a discutere in Consiglio Comunale su libri da bandire nelle scuole, di prendere una posizione forte e netta contro ogni forma di omofobia, che in questo caso si è manifestata in una grave forma intimidatoria e di istigazione alla violenza. Rifondazione comunista dell’Umbria esprime solidarietà e vicinanza alla co-presidente di Omphalos Arcigay Arcilesbica per le gravi, vili e vergognose minacce ricevute. Ci rivolgiamo innanzitutto alle autorità competenti affinché le indagini riescano in tempi veloci ad individuare i responsabili. Questo ennesimo episodio di odio certifica la presenza di un clima pesante di intolleranza e di omofobia in una città come Perugia da sempre città di cultura aperta ed inclusiva. Chiediamo con forza al Sindaco di Perugia non solo di condannare quanto avvenuto, ma di impegnarsi da subito e con atti concreti a sostegno delle battaglie di civiltà portate avanti da Omphalos. Radicaliperugia.org: solidarietà ad Omphalos. Ora la Regione Umbria calendarizzi urgentemente e fissi tempi certi per l’approvazione della legge regionale contro l’omofobia.
Alla luce di gravi fatti avvenuti nel Comune di Perugia e considerando indicative di un clima oscurantista alcune posizioni dei consiglieri regionali di minoranza, il gruppo radicaliperugia.org intende innanzitutto esprimere solidarietà all’associazione Omphalos, fatta oggetto nei giorni scorsi di inquietanti intimidazioni. Cartelloni pubblicitari di sensibilizzazione per l’uguaglianza delle coppie omosessuali sono stati strappati subito dopo l’affissione, mentre la co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani, è stata vittima di un grave episodio avendo ricevuto una lettera densa di offese e minacce.
Difronte a tali episodi l’amministrazione comunale si è contraddistinta per un assordante silenzio e, come se non bastasse, recentemente due consiglieri di maggioranza, De Vincenzi e Pittola, hanno depositato un ordine del giorno volto al sequestro di libri per l’infanzia, accusati di diffondere la quanto mai fantomatica teoria gender. E dal canto suo il consigliere regionale Claudio Ricci, nei primi giorni di settembre, ha annunciato la presentazione di una mozione volta alla valorizzazione della famiglia naturale: uomo, donna, figli.
Pertanto come radicali di Perugia riteniamo che non possa attendere oltre la calendarizzazione di una legge contro l’omofobia, da discutere e approvare quanto prima a livello regionale. Non vorremmo infatti che ogni difformità presunta, rispetto alla convenzione tradizionale dei rapporti di coppia e di famiglia, consegni il nostro territorio a ipocrisie private cui vengano sottratti indiscussi diritti di cittadinanza.
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