Horizon 2020 – L’evento si è aperto con problemi di connessione ad internet – non proprio il massimo, visto l’argomento trattato – dopodiché si è potuti passare ad analizzare Horizon 2020, ossia “il più grande programma per la ricerca e l’innovazione mai promosso dall’Unione Europea che prevede circa 80 miliardi di euro di finanziamenti disponibili in 7 anni (2014-2020), oltre agli investimenti privati che questo fondo potrà attirare con l’obiettivo di accrescere innovazioni, scoperte, eccellenze scientifiche e tecnologiche allo scopo di trasferire le idee migliori e più innovative dal laboratorio al mercato”. Vista la sede istituzionale, l’attenzione si è concentrata sui fondi indiretti, ossia quelli che la Commissione eroga alle singole Regioni, che a loro volta finanziano i progetti vincitori di appositi bandi.
Gli argomenti trattati – Ogni relatore, tramite slide, illustrava particolari aspetti inerenti al macrocosmo-startup. Ecco dunque che si è parlato di agenda digitale, dei cosiddetti “acceleratori d’impresa”, degli spin-off universitari e così via. Particolarmente significativa la dichiarazione di Bartolini che ha garantito l’arrivo di 130 milioni di euro (75 dall’Ue, 55 dal governo) per lo sviluppo della banda larga in Umbria. Lo stesso assessore ha poi aggiunto che il digital divide è una questione non solo infrastrutturale, ma anche culturale, opinione condivisa da Nadotti, il quale si è detto convinto che lo scarso sviluppo delle startup nel nostro paese dipenda dalla mancanza della “cultura del rischio”, per cui difficilmente un imprenditore accetta l’idea del fallimento. Entusiasmo generale, poi, per la fiction su Luisa Spagnoli andata in onda ieri in prima serata su Rai Uno: l’imprenditrice è stata definita dalla Baldoni “una startupper ante litteram“.
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