Nell’introdurre l’incontro, il Prefetto Antonella De Miro ha rivolto il proprio saluto agli studenti ed ha ringraziato tutti coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione, sottolineando che, nella formazione civica dei giovani, la conoscenza delle Istituzioni risulta essenziale per sentirle amiche, per viverle come luoghi di servizio e di democrazia, per averne fiducia e coltivare il dovere della partecipazione.È stata inoltre sottolineata l’importanza di celebrare insieme ai giovani la ricorrenza del 4 novembre, per comprendere il significato più profondo di giorno dedicato al ricordo ed alla riconoscenza non solo nei confronti dei militari italiani caduti in guerra, ma anche verso il fondamentale servizio che oggi le forze armate rendono al Paese per la salvaguardia della sicurezza in Italia ed attraverso l’impegno nelle operazioni all’estero volte a costruire percorsi di pace nei contesti internazionali di crisi.
Soffermandosi sul peculiare significato che quest’anno assume il 4 novembre nel centenario della prima guerra mondiale, il Prefetto ha voluto ricordare il ruolo decisivo dei militari italiani nel conflitto, il loro sacrificio, il sangue versato, le loro inumane sofferenze patite in nome dell’ideale patrio per il completamento dell’unificazione dell’Italia in tutte le sue parti. A tal proposito, il Prefetto ha rivolto un sentito ringraziamento alla professoressa Baldoni, che ha espressamente invitata all’evento, figlia del capitano Luigi Baldoni del reggimento Alpi di stanza a Perugia, pluridecorato, medaglia d’oro, combattente nella guerra, in cui fu ferito e la cui divisa è stata donata dalla figlia all’esercito e che è oggi visibile nella mostra dedicata alle “Uniformi storiche delle forze armate” allestita a palazzo dei Priori di Perugia
I relatori hanno tratteggiato le peculiarità dei contesti internazionali di crisi in cui le forze armate si trovano ad operare, arricchendo l’esposizione con la propria esperienza maturata sul campo.In particolare, il colonnello Riccardo Caimmi della scuola di lingue estere dell’esercito ha ricostruito la storia delle missioni internazionali in cui sono state impegnate le forze armate italiane, spiegandone la funzione e le caratteristiche in relazione ai diversi periodi storici in cui si sono svolte. L’Ufficiale, inoltre, ha illustrato il quadro normativo di riferimento nella cui cornice attualmente le missioni hanno luogo, evidenziando anche le origini storiche dell’esercito italiano e la sua funzione nel contesto geopolitico internazionale.
Dal canto suo, invece, il capitano Carmelo Vitale del comando militare esercito Umbria ha preso spunto dall’esperienza maturata in Afghanistan ad Herat per illustrare con dovizia di particolari le peculiarità di quel paese in cui ancora oggi i nostri militari sono presenti. Il maggiore Marco Sivori, comandante della compagnia dei carabinieri di Assisi, dopo aver mostrato e spiegato agli studenti alcuni filmati relativi all’attività dei reparti delle forze speciali dei carabinieri, si è concentrato sul ruolo dell’Arma nell’ambito delle missioni di pace all’estero.In particolare, ha sottolineato agli studenti l’impegno della stessa Arma dei carabinieri a riprodurre, nei contesti internazionali di crisi in cui opera, tutte quelle funzioni che le sono proprie in Italia, dedicandosi, in particolare all’addestramento delle forze di polizia locali, affinché siano in grado di operare autonomamente.
Nella rappresentazione dell’impegno delle forze armate tra passato e presente, a conclusione dell’incontro, il Prefetto ha sottolineato la necessità di coltivare tra i giovani la memoria quale dovere degli adulti chiamati a passare loro il testimone della vita e della storia vissuta per suscitare nelle nuove generazioni desiderio di conoscenza ed ideali costituenti le virtù che alimentano il progresso. Il Prefetto, infine, ha espresso l’auspicio che, quello odierno, costituisca il momento iniziale di un percorso di collaborazione con il mondo della scuola per lo sviluppo e l’approfondimento, all’interno del palazzo del Governo, di temi di attualità che coinvolgano la Prefettura nelle sue molteplici competenze istituzionali.
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