Nota di Tiziana Ciabucchi – “Sembra che l’unico imputato destinato a pagare per le difficoltà finanziarie del Comune di Perugia sia l’Associazione di volontariato AUSER. Noi teniamo a precisare – commenta Ciabucchi – che, in quanto associazione, non abbiamo nessuna intenzione di indire scioperi cosa che non potremmo neppure fare; né interferire nelle scelte del Comune in quanto non è il nostro ruolo. Le motivazioni che, a suo tempo, spinsero l’assessore Diego Waguè a sostenere la scelta dei nonni davanti alle scuole e di volontari (nonni in particolare) sui pulmini del trasporto scolastico, restano in tutta la loro validità per l’indubbio valore pedagogico e culturale che il “nonno vigile” assume nei confronti dei bambini, in alternativa alle figure in divisa, e magari anche visibilmente armate, cui l’Amministrazione comunale vorrebbe oggi affidare tale servizio soltanto per ragioni di bilancio. Come dire, sull’altare di una dubbia economicità si sacrifica l’educazione e la tranquillità dell’infanzia. Oltre tutto, questa scelta andrebbe a penalizzare il presidio del territorio e quindi la sicurezza dei cittadini – sappiamo quanto ce ne è bisogno – sottraendo i vigili a questo dedicati, già scarsi in dotazione organica. Non ci sfuggono le ben note difficoltà degli enti locali a seguito dei tagli effettuati dai governi centrali, ma ciò che sorprende è la ripetuta enfasi con cui l’ AUSER viene chiamata in causa pubblicamente, additandola quale uno dei maggiori centri di spreco. Si ignora nel contempo il ruolo che essa svolge in difesa e ad integrazione del welfare pubblico. Ne è esempio il servizio del Filo D’Argento senza il quale molti cittadini, tra cui anche molti indigenti della città di Perugia, segnalatici peraltro dalla stessa Amministrazione, non sarebbero in grado di accedere a numerosi servizi, in particolare quello sanitario, i cui costi ricadrebbero inevitabilmente sulla collettività. Pur in un quadro di compatibilità finanziaria, le associazioni di volontariato che operano sul nostro territorio andrebbero valutate rispetto al ruolo di coesione sociale che svolgono e sostenute nell’ambito di un welfare inclusivo e di una sussidiarietà che, in termini generali, produce risparmi e allarga le tutele ed i servizi; peraltro i nostri volontari operano in regime di mero rimborso spese. Siamo sicuri che sono questi i costi da tagliare?”
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