La seduta – Durante la seduta, moderata dalla presidente Emanuela Mori (Pd) e dal vicepresidente Antonio Traccheggiani (Fi), sono venute fuori due tipologie di approccio al problema sollevato: coloro che hanno appoggiato la richiesta del reperimento di tutti i documenti necessari per avere un quadro completo della situazione e, se necessario, effettuare un sopralluogo nel teatro, insieme a tecnici e Sovrintendenza e coloro che invece pur richiedendo una verifica dello stato e ella struttura, non hanno appoggiato l’idea di un sopralluogo da parte dell’Amministrazione. Poi, in controtendenza, il consigliere Sorcini (Fi).
La documentazione – “Il primo step da fare – spiega Cristina Rosetti del M5s- è recuperare tutta la documentazione della vicenda, dal 2008, anno di programmazione dei lavori, fino alla recente delibera del 7 maggio 2014 firmata con l’amministrazione Boccali. Molto grave è che i verbali ci siano pervenuti dai giornali locali. Come mai la Giunta non si é fatta qualche domanda?”
Tecnici e Sovrintendenza – La questione, infatti, è bipartisan. Il teatro Pavone non è solo un bene privato (43 quote della srl su 45 appartengono ad alcune famiglie “nobili” perugine mentre il Comune ha due quote) ma anche una questione pubblica e dei cittadini.
“Ecco perché – continua Bori – è nostro dovere richiedere una verifica dello stato della struttura del 700: sia per l’interesse della città ma anche per evitare inutili rischi in fatto di sicurezza, visto che il Pavone, al momento, ospita anche una manifestazione pubblica”.
“Se in ballo c’è la sicurezza del teatro – aggiunge la Rosetti – il Comune di Perugia, con 2 quote su 45 della società, rischia grosso. Se la struttura non è agibile o inadeguata agli standard di sicurezza e dovesse accadere qualcosa al pubblico, visto che ora si sta svolgendo una iniziativa, che cosa potrebbe accadere? Bisogna mobilitare i tecnici e la Sovrintendenza”.
Questione bipartisan – Il consigliere d’opposizione Arcudi (Psi) prende la parola: “La delibera del 7maggio altro non é che la risposta, da parte del comune, alla richiesta di aiuto della proprietà del Pavone. Raccogliamo tutta la documentazione: bilancio, atti, assemblee e ascoltiamo la proprietà”.
Il consigliere Sorcini, invece, afferma come, a suo parere, sia ingiustificata la convocazione di una commissione così urgente su questa tematica e fa forti critiche sul lavoro della vecchia amministrazione, accusata di non essersi dimostrata così sensibile nei confronti della cultura, dei teatri e dei cinema, favorendo la costruzione di multisala in periferia.
“Proprio nel 2010 – ricorda Bori – ho firmato un ordine del giorno insieme all’allora consigliere Andrea Romizi, per sollecitare una serie di interventi sul teatro Pavone”.
Anche De Vincenzi, Fronduti, Perari sono sulla stessa onda di pensiero: sentire la proprietà e verificare urgentemente l’agibilità della storica struttura in piazza della Repubblics.
La parola alla Giunta – I consiglieri hanno detto la loro sulla questione, azionando un meccanismo verso l’unica direzione possibile, ovvero l’interesse della città nei confronti di uno dei luoghi simbolo dell’Acropoli. A mancare è il punto di vista della Giunta e dell’assessore alla cultura. Per ora, la Commissione, ha richiesto tutta la documentazione esistente sullo stato del teatro e ha fissato per il 25 agosto un nuovo incontro per parlarne con “carte alla mano” insieme al dirigente Silvio Cipriani e all’assessore Severini.
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