martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Teatro Pavone, l’Amministrazione fa chiarezza

La delega della questione è in mano al sindaco Romizi. In Commissione anche i dirigenti Chiesa e Cipriani per le questioni di agibilità e fondi Puc

 
Teatro Pavone, l’Amministrazione fa chiarezza
Perugia. Finalmente un po’ di chiarezza sul teatro Pavone. Durante la V Commissione Consiliare Permanente (Controllo e Garanzia) di lunedì mattina, di cose importanti ne sono venute fuori anche grazie alla presenza di Roberto Chiesa, dirigente dell’unità operativa ambiente e protezione civile e di Silvio Cipriani per quanto riguarda le attività culturali. Sorpresa, invece, per l’assenza dell’assessore alla cultura Severini. Il sindaco Romizi, infatti, avrebbe assunto la competenza della questione teatro Pavone e in commissione, avrebbe delegato l’assessore Bertinelli al suo posto.

La Commissione – Il tema teatro Pavone era approdato in Commissione a seguito di una richiesta di attivazione presentata dai consiglieri PD Mencaroni, Bistocchi e Bori. Con le carte alla mano tutto è più facile, o quasi. Dopo la richiesta di acquisizione della documentazione relativa al Teatro Pavone srl, di cui il Comune è socio minoritario con due quote su 45, fatta un paio di settimane fa, ora si parla basandosi su fatti, numeri e date. Nell’aprire i lavori, il consigliere Bori ha ricordato che la questione in oggetto è centrale, perchè il Pavone è tra i primi teatri storici della città; dopo il riferito crollo del tetto, è stato necessario attivare la V Commissione sotto molteplici punti di vista. Ed infatti sono state individuate diverse problematiche: dai documenti, in particolare, è emerso che è stata la stessa proprietà ad aver sottolineato, all’interno dell’accordo stipulato col Comune, alcune criticità connesse alla cura dell’immobile (copertura del tetto, lampadario centrale, servizi igienici, ecc.) da realizzare con urgenza. Una instabilità annunciata, quindi ma che tuttavia non è bastata per cercare il modo di investire i 200mila euro del Puc (concessi nel 2008 alla società proprietaria) nei lavori di recupero del teatro Pavone.

L’Amministrazione – “Il sindaco ha voluto per se la competenza del teatro Pavone – spiega l’assessore Bertinelli – e ha dato a me la delega. Questo perché, l’assessore Severini, sin dall’inizio, ha ritenuto non fosse opportuno che se ne occupasse visto che il fratello Giuseppe fa parte dei soci del teatro Pavone srl”. Un elemento importante questo, intorno a cui, molto di è mormorato. “Questa amministrazione, e quelle che vi riporto sono parole del sindaco, condivide in pieno l’accordo firmato il 7 maggio della Giunta Boccali con il tartaro Pavone e sarà nostro impegno adoperarci immediatamente per dar seguito all’accordo che è stato precedentemente strutturato. L’agibilità c è e i lavori del tetto sono stati ripristinati immediatamente”. Un’ammissione di condivisione di idee, quindi, come a dire la cultura è bipartisan.

La protezione civile – Ma moltissimi nodi sono stati sciolti dagli interventi dei due dirigenti del comune. Il dirigente della protezione civile Roberto Chiesa offre subito il quadro dell’intervento che la protezione i civile ha fatto il 29 luglio, giorno del crollo di una parte del tetto. “Come protezione civile – spiega Chiesa – siamo intervenuti sul luogo e abbiamo fatto, in contatto con i responsabili della società, una ricognizione della struttura. Il danno non era enorme, 3/4 metri quadri di apertura del tetto, l’acqua aveva danneggiato i travicelli in legno della copertura secondaria, crollando nel solaio. Si vedevano delle infiltrazioni preesistenti. Dalla ricognizione fatta anche insieme ai vigili del fuoco non abbiamo evidenziato nessuna condizione di pericolo ma era necessario intervenire sul tetto con una copertura provvisoria per tutelare la struttura da ulteriori infiltrazioni. Per noi come protezione civile – conclude Chiesa – la questione è chiusa”.

L’agibilità – Sugli altri aspetti amministrativi, il dirigente Silvio Cipriani ha riferito alla Commissione che il Pavone ha un’autorizzazione recente (anno 2012) per l’attività di pubblico spettacolo, rilasciata dai competenti uffici comunali a seguito di verifiche generali dello stato dell’immobile da parte di tecnici dell’ente, vigili del fuoco ed organismi preposti. “Per il resto – spiega Cipriani – la società Pavone esiste da tempo immemorabile, ma è stata trasformata in Srl solamente negli anni ’70. Essa è proprietaria dell’immobile ed è composta da molteplici soci, tutti con quote piuttosto contenute”. Nel 2008 la Pavone Srl ha partecipato al bando per il Puc 2, con la finalità di realizzare un progetto volto all’utilizzo del teatro Pavone. Gli interventi ivi previsti erano quantificabili in 800mila euro circa, con contributo regionale pari a circa 200mila euro. “In questo contesto un po’ caotico – aggiunge Cipriani – la delibera del 7 maggio va vista con un occhio diverso come l’intenzione, da parte dell’amministrazione, di stipulare un accordo con la proprietà per acquisire l’immobile ed usarlo per attività comunali. Il comune sta facendo tutto il necessario per operare in questo senso”.

Da Puc a Pac – Ma la società proprietaria non ha inteso accogliere i progetti presentati dal privato. Col subentro successivo del Comune (delibera del 7 maggio), l’Amministrazione di Perugia ha richiesto alla Regione di convertire il contributo di 200mila euro in altro capitolo, direttamente assegnato al Comune (Pac). Ciò è avvenuto e, dunque, la somma è oggi disponibile da parte dell’Ente di Palazzo dei Priori con scadenza che si è prorogata dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2015. “Passati 6 anni dall’assegnazione di questi fondi – spiega il i capogruppo dei Socialisti Nilo Arcudi – l’ex amministrazione ha capito che la società non era riuscita a fare quello che si era impegnata a fare nel 2008. Il Comune, quindi, con la delibera del 7 maggio, ha preso atto della mancanza della volontà e dell’inadeguatezza a questa serie di percorsi, sostituendosi alla società privata del Pavone srl. In questa fase il Comune ha riconvertito e trasferito i 200mila euro del Puc in una linea di finanziamento (il Pac) immediatamente utilizzabile al pubblico senza cofinanziamento”.

Le richieste della Commissione – Cristina Rosetti, capogruppo del M5S ha, invece, manifestato forte perplessità in merito alla legittimità della delibera assunta dalla precedente Giunta in data 7 maggio (n. 163) con la quale l’Ente di Palazzo dei Priori ha deciso di assumere la gestione diretta del teatro Pavone; ciò perchè l’accordo è stato stipulato a pochi giorni dalle elezioni amministrative. La Commissione si chiude la con richiesta di ascoltare, nella prossima seduta, gli uffici comunali competenti per il rilascio delle autorizzazioni al pubblico spettacolo e a quella di agibilità temporanea.

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