Gestire l’emergenza “Al momento – ha detto la presidente Marini – dobbiamo ancora occuparci della gestione dell’emergenza, una vera emergenza nazionale. Per grande fortuna l’Umbria in questo momento sta affrontando questa fase in modo autosufficiente visto che, anche grazie alla legge regionale di cui si è dotata nell’80, sono state introdotte normative antisismiche che hanno messo in sicurezza il patrimonio edilizio regionale. La buona ricostruzione ha fatto sì che oggi ci si possa confrontare su come ripartire, ma occorre fare tutto nei giusti tempi, perché il lavoro di ricognizione va fatto mettendo anche i tecnici nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Alla popolazione quindi, chiediamo un periodo di ‘tolleranza’ per superare questa fase, tenendo presente che si continuano a registrare nuove scosse”.
Piano di lavoro da lunedì “A distanza di 48 ore dagli eventi sismici che hanno interessato parte del territorio regionale – ha affermato Paparelli – la Regione intende supportare imprese e lavoratori delle imprese che hanno subito e subiranno gli effetti negativi in termini economici. Si farà in modo che gli interventi regionali che sarà possibile realizzare siano inseriti in un contesto organico di integrazione ed accompagnamento con le misure che saranno assunte dal governo nazionale e proprio a tal fine si predisporrà un piano di lavoro che sarà sottoposto a varie valutazioni, in primis della Giunta regionale e già a partire da lunedì per poi parteciparlo agli operatori e alle associazioni di categorie”.
Stop alle tasse In prima battuta si prevede la sospensione della riscossione di imposte e tasse mentre l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha deliberato di sospendere i termini di pagamento delle fatture per la fornitura di energia elettrica e di gas emesse o da emettere a partire dal 24 agosto per le utenze dei Comuni danneggiati dagli eventi sismici, nonché un’eventuale l’eventuale rateizzazione dei pagamenti e di agevolazioni di natura tariffaria”.
Le misure in arrivo Per quanto riguarda le misure di competenza regionale si prevede di suddividerle in tre tipologie in funzione della diversa tempistica di attivazione: misure di immediata o breve applicazione, misure e provvedimenti che potranno essere attuati nel breve medio periodo (2-6 mesi), e misure da attivare oltre i sei mesi.
L’accesso al credito Relativamente all’accesso al credito la Regione Umbria prevede di mettere a disposizione delle imprese extra agricole ed agricole che hanno subito danni un insieme di interventi di garanzia finalizzati a garantire liquidità aziendale. Le eventuali garanzie saranno rilasciate da Gepafin Spa a fronte di finanzianti chirografi di importo massimo pari a 250.000 euro e di durata compresa tra 12 e 60 mesi. Gepafin potrà garantire tali operazioni fino all’80% del finanziamento concesso. Gli interventi potranno essere effettuati in cogaranzia con consorzi fidi e cooperative artigiane di garanzia. Previsti anche interventi di riassicurazione a favore di consorzi fidi e/o cooperative artigiane di garanzia. Inoltre, si prevede e l’attivazione di un coordinamento con Abi regionale per integrare gli strumenti regionali con le specifiche iniziative quali moratorie e/ o plafond attivate dalle singole banche.
Sostegni alle imprese “La Regione Umbria – prosegue Paparelli – autorizzerà la concessione del trattamento salariale in deroga a favore del personale dipendente delle imprese del turismo e del commercio nonché delle imprese artigiane ed industriali che non hanno accesso agli ammortizzatori ordinari o che li hanno esauriti. Sono in corso i contatti con le altre regioni interessate per richiedere al Ministero del Lavoro l’estensione a tutto il 2017 dell’applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga prevedendo una disciplina particolare in termini di durata, di soggetti ammissibili”. Il vicepresidente Paparelli ha annunciato che la Regione, superata la prima fase di emergenza, pensa di attivare uno specifico programma di comunicazione sui principali mercati turistici di riferimento e si farà promotrice di un’iniziativa congiunta con le altre regioni coinvolte presso il Mibact per un progetto complessivo di promozione dei territori interessati.
Nuovi bandi Nella seconda fase, grande attenzione sarà riservata al sostegno agli investimenti delle imprese turistiche con la previsione, nell’ambito degli avvisi regionali, di una specifica riserva finanziaria, oltre che una maggiorazione nelle percentuali di aiuto sugli avvisi pubblici a favore delle imprese dei territori individuati che effettueranno gli investimenti materiali necessari alla qualificazione delle strutture ed alla specifica attività di promozione sui mercati nazionali ed internazionali. Infine, si prevede l’emanazione di uno specifico avviso che vedrà come beneficiari le imprese del commercio, i pubblici esercizi ed i servizi ubicati nelle aree interessate dalla crisi sismica per l’effettuazione di investimenti e/o interventi per la ripresa/riavvio dell’attività economica, ovvero interventi promozionali. Si prevede altresì di attivare interventi anche a sostegno dei lavoratori di imprese in temporanea difficoltà.
Le iniziative per le imprese agricole L’assessore Cecchini ha illustrato i sostegni per le imprese agricole: “In primo luogo abbiamo bisogno di avere un quadro preciso della situazione e, a tal fine, stanno lavorando i tecnici delle Asl e della Protezione civile”. L’assessore ha quindi ricordato che la misura 5.2 Psr 2014 – 2020 consente il ripristino delle strutture produttive danneggiate dal sisma intervenendo sui danni a immobili, macchinari, attrezzature e bestiame. Il contributo è erogato nella misura al 100% dei costi sostenuti al netto di altri eventuali contributi o indennizzi pubblici o privati ricevuti e consente anche l’intervento di ripristino di infrastrutture pubbliche connesse alle attività produttive agricole come strade, ponti acquedotti ed impianti energetici ivi comprese le connessioni ad internet. Condizione per il finanziamento è che il bene abbia subito un danno non inferiore al 30% del suo valore. A disposizione ci sono circa 18 milioni, ma nulla vieta che si possa attingere ad altre risorse comunitarie, oppure che, così come ha fatto l’Umbria nel caso del terremoto dell’ Emilia Romagna, si possa contare sulla solidarietà di altre regioni”.
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