“Sono particolarmente felice del fatto che una mia battaglia, ormai decennale, venga fatta propria dal partito di cui sono rappresentante regionale per la Sanità. L’Italia si trova già in una condizione di oggettiva carenza di personale medico, al punto da dover assumere professionisti stranieri che decidono di accettare di svolgere parte della propria carriera nel nostro Paese. Tuttavia, con i pensionamenti dei prossimi anni, senza le dovute riassunzioni, entro il 2028 il sistema sanitario nazionale si troverà sotto organico di circa 22-25 mila medici. Ecco perché, oggi più che mai, è secondo me opportuno pensare all’abolizione definitiva del test di ingresso, almeno per la facoltà di Medicina. Lasciamo che sia il campo, il percorso di studi, gli esami a fare selezione tra le migliaia di studenti che vorranno avvicinarsi a questa facoltà”.
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