TERNI. Non si ferma la mobilitazione di sindacati e lavoratori delle acciaierie Thyssenkrupp di Terni. Dopo l’assemblea unitaria che si è svolta ieri a Todi, le tre sigle sindacali scrivono oggi al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
La lettera – “Questa azienda – si legge nel documento – conta con le consociate 2.650 dipendenti diretti e altrettanti impegnati nell’indotto. Rappresenta il 20% del Pil dell’Umbria e il 40% dell’export. E’ un eccellenza di carattere nazionale”. Il taglio di almeno mille unità produttive, continua ancora la nota, portato avanti “a tappe forzate” dall’amministratore delegato Lucia Morselli, “sancirebbe la definitiva deindustrializzazione di Terni e dell’Umbria. Un fatto che non possiamo in alcun modo accettare”.
La richiesta – In attesa della visita di Matteo Renzi, preannunciata qualche giorno fa per il mese di agosto ma forse posticipata a settembre, Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo un’iniziativa immediata per bloccare la concretizzazione del piano industriale dell’azienda e per riaprire un confronto tra le parti con l’obiettivo di salvaguardare il sito siderurgico ternano di fondamentale importanza anche per l’intero paese.
Un altro giorno di sciopero – Contro gli atteggiamenti unilaterali e provocatori portati avanti dall’azienda, contro il mancato rinnovo dei contratti interinali e l’annuncio di uno stop impiantistico, i lavoratori torneranno a scioperare domani dalle 10 alle 13.
La mozione del Consiglio Regionale – “Inacettabile”, così viene definito il business plan di Thyssen Krupp sull’Ast di Terni nella mozione unanime con cui il Consiglio regionale umbro ha chiesto ieri il ritiro del piano. Il documento sollecita la multinazionale a presentare un vero piano industriale, incentrato su “competitività e sostenibilità delle produzioni del polo siderurgico ternano”. La mozione sarà trasmessa al presidente del Consiglio, a quelli di Camera e Senato, ai capigruppo delle due camere ed ai parlamentari europei eletti in Italia.
L’Ad sotto scorta – E intanto l’amministratore delegato dell’azienda, Lucia Morselli, viene messa sotto scorta. Sarà accompagnata in tutti i suoi spostamenti dai vigilantes di un’agenzia privata per motivi precauzionali e fino a data da destinarsi.
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