Operazione “Turnover” – L’indagine condotta dal settembre 2012 al settembre 2013 dagli uomini della sezione “Criminalità Organizzata” diretti da Chiacchiera e sotto il coordinamento operativo del dottor Corona e dell’ ispettore Bigini, nonché dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, si è concentrata su un pericoloso ed articolato sodalizio criminale composto da soggetti nigeriani che facevano arrivare in Italia grandi quantitativi di cocaina e eroina, provenienti da vari paesi produttori come quelli dell’America Latina ed Asiatici, stoccate in Africa e trasportate da un “esercito” di corrieri-ovulatori, quasi sempre nigeriani, capaci di “ingerire” per il trasporto fino a circa 1 Kg di sostanza confezionata in ovuli termo-saldati. Attraverso le rotte aeree intercontinentali più disparate, opportunamente studiate per eludere i controlli alla frontiera i corrieri arrivavano quasi sempre allo scalo romano di Fiumicino, con voli provenienti da paesi come Togo e Camerun. La droga, una volta immessa sul territorio nazionale, veniva gestita dai diversi referenti locali, anch’essi rigorosamente nigeriani ed appartenenti alla medesima rete che, ciascuno nella provincia o zona di competenza, provvedevano a rivenderla, come dei veri e propri grossisti, a chi ne gestiva lo spaccio a livello locale.Nel corso dell’attività investigativa, gli uomini della Squadra Mobile, coadiuvati dal personale della Polizia di Frontiera, avevano tratto in arresto in flagranza di reato una decina di corrieri sorpresi nella detenzione, complessivamente, di circa 10 chili di sostanza stupefacente, ed all’esito dell’operazione, a fine maggio, il gip di Perugia Brutti, su richiesta del Pm della Direzione distrettuale Antimafia Comodi, aveva emesso ben 37 misure cautelari a carico dei membri del gruppo,21 dei quali già assicurati alla giustizia.
La cattura – Tra i soggetti non ancora catturati e dei quali gli uomini della “Criminalità Organizzata” non hanno mai interrotto le ricerche, vi era anche il referente “frusinate” dell’organizzazione, Ugwu, solido punto di riferimento dei capi per la zona di Frosinone per lo smistamento della droga in arrivo dall’estero. Il giovane, avendo appreso delle catture dei suoi sodali, aveva pensato bene di scomparire nel nulla, abbandonando ogni luogo in cui la Polizia lo potesse ricercare, e probabilmente illudendosi di essere stato, ormai, dimenticato dagli investigatori di Perugia e del Servizio Centrale Operativo. Nel pomeriggio di mercoledì 31 dicembre, invece, l’amara sorpresa: quando gli agenti della Polaria di Fiumicino hanno eseguito, con la consueta e dovuta meticolosità, tutti i controlli possibili sulla identità dei passeggeri in partenza, in questo caso su un volo intercontinentale per l’Australia, si sono immediatamente accorti che il viaggiatore in questione era ricercato, e per motivi abbastanza gravi, dalla Polizia di Perugia.Il successivo raccordo e coordinamento tra Polaria e Squadra Mobile, ha consentito di dare esecuzione al provvedimento cautelare che pendeva sul nigeriano il quale, dopo la notifica dell’ordine di cattura e le formalità del caso, anziché sull’aeromobile pronto al decollo è stato accompagnato direttamente nella Casa Circondariale più vicina.
Tag dell'articolo: aereoporto, droga, nigeria, polizia, spaccio.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
