“Ci siamo confrontati ieri per quasi tre ore in assemblea con gli attuali dipendenti Trafomec – spiegano i sindacati – che hanno sollevato osservazioni, critiche e dubbi, ma mai senza far mancare solidarietà ai loro ex colleghi che si stanno battendo per la difesa dei propri diritti”.
“La discussione che si è svolta – proseguono Fiom, Fim e Ugl – sempre costruttiva e mai polemica, ha evidenziato come per il sindacato non esista un interesse A e un interesse B. Esiste solamente una controparte, l’azienda, che ha tentato in ogni modo, anche nella giornata di ieri, di rimarcare e strumentalizzare la diversa situazione in essere tra dipendenti ed ex dipendenti”.
Esempio lampante di questo atteggiamento, secondo i sindacati, è stata la comunicazione ufficiale, arrivata appena 40 minuti dopo lo sblocco delle merci, dell’immediata attivazione dell’azienda per l’erogazione degli stipendi. “Una mossa evidentemente pensata – affermano i sindacati – per scaricare nuovamente le responsabilità della situazione sugli ex dipendenti e sulle azioni da questi promosse insieme al sindacato”.
“La realtà che abbiamo cercato di ribadire in assemblea è però un’altra ed è molto semplice – aggiungono Fiom, Fim e Ugl – in questa vicenda c’è una parte che sta nella ragione e una nel torto, la prima è rappresentata dai lavoratori, quelli dentro e quelli fuori, la seconda dall’azienda, che, non negli ultimi 17 giorni, ma da 7 mesi a questa parte, si è resa responsabile della degenerazione della situazione”.
“Intendiamo ringraziare i lavoratori della Trafomec – concludono le organizzazioni sindacali – che, pur criticamente, continuano a confrontarsi con il sindacato, uniti nell’obiettivo della salvaguardia, del rafforzamento e della crescita dello stabilimento industriale più importante della Valnestore, per il cui futuro proseguiremo fianco a fianco la nostra lotta”.
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