Coinvolte 14 regioni su 20, ma i conti restano in rosso. Il calo degli impegni destinati alle regioni ha riguardato la gran parte dei sistemi regionali, tanto che ben 14 regioni su 20 hanno complessivamente ridotto le spese. Nonostante i tagli alla spesa, in otto regioni, i conti rimangono in profondo rosso senza risorse aggiuntive provenienti da altre voci di bilancio, tra cui le tasse. Infatti nel 2013 Lazio, Liguria, Molise, Calabria, Piemonte, Puglia, Sardegna e Bolzano non sono riuscite, chi per una ragione chi per un’altra ad ottenere un risultato di gestione in equilibrio, colmando in alcuni casi le perdite con altre voci di bilancio regionale.
L’Umbria ancora tra le regioni virtuose. Nonostante i tagli, un aumento ha interessato le restanti regioni e le Province autonome di Bolzano, dove la spesa è cresciuta in media dell’1,82% all’anno, quella di Trento, che ha fatto registrare un aumento dell’1,67%. Inoltre in Lombardia, la spesa è cresciuta dell’1,11%, in Friuli Venezia Giulia l’aumento è stato pari allo 0,39%, in l’Emilia Romagna si è registrato un +0,44%, in Umbria la crescita della spesa è stata pari allo 0,29% e, infine, in Sardegna si è registrato un aumento medio dello 0,71%.
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