Perugia. L’Associazione Culturale Theamus festeggia quest’anno un traguardo importante: 30 anni di attività dedicati alla promozione della cultura musicale e teatrale, un impegno costante che ha reso la realtà di Ponte San Giovanni un punto di riferimento per l’intera comunità umbra. Nata nel 1994 da un idea di Gianna Ceccarelli e Lamberto Magi, Theamus si è distinta per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, offrendo educazione musicale e teatrale attraverso corsi, laboratori e attività didattiche rivolte a tutte le età. Ma non solo: la sua missione va ben oltre la formazione. Nel corso degli anni, Theamus ha dato vita a un ricco calendario di eventi, che spazia dai saggi scolastici ai concerti dal vivo, passando per spettacoli teatrali e performance itineranti in strutture esterne. Un percorso ricco di successi e collaborazioni La sede di Theamus è diventata un luogo vivo e dinamico, un laboratorio artistico dove la creatività prende forma. I concerti e gli spettacoli organizzati, sia all’interno che al di fuori della sede, hanno coinvolto artisti locali e nazionali, dando spazio a talenti emergenti e consolidati.
Si contano 220600 ore di didattica 1686 allievi con una media di 400 spettacoli all’anno, tra saggi e concerti in sede e fuori sede.
In questi 30 anni, l’associazione ha saputo instaurare legami profondi con scuole, istituzioni culturali e realtà del territorio, contribuendo a diffondere l’amore per la musica e il teatro. La passione per l’arte e la cultura si riflette anche nel forte impegno verso la socialità e l’inclusione, valori che hanno sempre guidato ogni iniziativa.
“Il nostro obiettivo è continuare a promuovere la cultura, sperimentare nuove forme di didattica e avvicinare sempre più persone alla musica e al teatro,” afferma il presidente dell’associazione. “L’Associazione Culturale Theamus ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto il progetto in questi tre decenni: dagli studenti agli insegnanti, dagli artisti agli spettatori, senza dimenticare le istituzioni e i partner che hanno creduto in questo sogno condiviso”.