L’intento – Dopo una mattinata in cui medici e infermieri palliativisti hanno affrontato il tema della nutrizione di fine vita e del nutrimento affettivo e spirituale del malato di cancro in fase terminale, nel pomeriggio il gruppo dell’Aucc, condotto da Giuliana Nataloni (psichiatra) ed Elisabetta Sacchi (psicologa) e composto da pazienti oncologici e psicologi tirocinanti, ha offerto al pubblico uno spettacolo di grande intensità emotiva. “L’altro”, il diverso da sé, può rappresentare non solo l’alieno, il perturbante, l’ospite scomodo della malattia, ma anche l’arricchimento che nasce da punti di vista diversi e il ricongiungimento con le parti nascoste di sé (suggestivo a tal proposito il quadro scenico delle ombre cinesi).
Lo spettacolo – Gli attori non professionisti, accompagnati da un trio musicale (due percussionisti e una violoncellista), hanno recitato e danzato la propria vicenda esistenziale oncologica, svelando sconvolgimenti interiori ed un rinascere a nuova vita, grazie al supporto trovato nei servizi psiconcologici dell’Aucc e in particolare nel Laboratorio di arti terapie integrate, che settimanalmente da oltre dieci anni si svolge gratuitamente per i pazienti presso la sede perugina dell’associazione. La riuscita della giornata congressuale rafforza l’idea della preziosa collaborazione non solo tra enti pubblici (importante il supporto offerto dall’Asl 2 dell’Umbria e quello del comune di Trevi) e associazioni di volontariato, ma anche tra le stesse associazioni, per creare luoghi ed eventi in cui nutrire la voglia di vivere.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
