Una fitta rete di agenzie. Significativa viene considerata l’azione svolta dalla rete di agenzie di viaggio aderenti al progetto Fiavet “Umbria Incoming”, che ha preso il via ad inizio anno con l’obiettivo di creare pacchetti di offerta di qualità che valorizzino il complesso degli elementi di attrattività e riescano a vendere l’intero territorio regionale, ottimizzando anche la gestione delle risorse, dato che fare incoming richiede investimenti molto consistenti.
Presenze ancora troppo basse. Il presidente della Fiavet, Ivana Jelinic, sottolinea che “in questi primi due mesi di ‘pazza’ estate si è verificata una crescita ma parliamo di uno-due punti percentuali, quindi valori lontani da quelli necessari per dare una svolta alle presenze turistiche nella nostra regione e respiro alle imprese del settore, che versano in una situazione molto critica”. Il mercato domestico – continua la nota – , che risente molto della crisi ed è dunque piuttosto stagnante, le agenzie che fanno incoming hanno riscontrato interesse soprattutto nel Nord Italia e nel turismo individuale e delle famiglie, attratte dalla caratteristica immagine dell’Umbria come terra che produce eventi, cultura, buon vivere legato alla natura e alla enogastronomia.
Sempre più stranieri ma sempre per meno tempo. Per quanto riguarda i turisti stranieri, resta il limite della bassa permanenza e della considerazione dell’Umbria prevalentemente come “terra di passaggio” per gruppi che hanno come base e soggiorno le regioni confinanti. Nell’appeal che l’Umbria esercita sugli stranieri ha inciso ad esempio molto positivamente la mostra fotografica Sensational Umbria, inserita in tanti pacchetti turistici”.
Poche vacanze per gli umbri. Per quanto riguarda invece le vacanze degli umbri, fermo restando che molti ci rinunciano, chi ancora se le concede sceglie soluzioni “low cost”: per lo più si va al mare, con durata difficilmente superiore alla settimana; ma c’è sempre lo zoccolo duro di chi preferisce la montagna e la vacanza all’estero. Chi resta in Italia per lo più utilizza il “fai da te”, mentre chi sceglie un paese straniero – i preferiti restano Spagna, isole della Grecia, capitali europee, mentre chi passa l’oceano predilige Usa e Maldive – si rivolge normalmente alle agenzie di viaggio.
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