iniziative”.
“È necessario – sottolinea Ricci – progettare e realizzare uno spazio espositivo regionale per svolgere un’attività di promozione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, sia in Italia che a livello internazionale. Per selezionare le aziende umbre da ospitare nello spazio espositivo, per rappresentare le eccellenze dell’Umbria, serve definire una procedura di qualità ad evidenza pubblica. Occorre valutare la possibilità di determinare, o aggiornare, il quadro normativo esistente in materia di turismo sugli aspetti specifici di enoturismo. Ma anche promuovere a livello nazionale, sollecitando i ministeri dei Beni culturali e delle Politiche agricole, la candidatura seriale dei luoghi della cultura vitivinicola italiana a Patrimonio Mondiale Unesco, nella lista dei beni immateriali”.
Ricci ricorda infine “che nel 1993, in Italia, si sono originate le prime proposte turistiche legate ai viaggi nel luoghi del vino con la nascita del turismo delle esperienze correlate a prodotti ‘veri e poco costruiti’, secondo la dizione dell’Organizzazione mondiale del turismo. Da allora in Italia sono nate oltre 110 strade del vino lungo oltre 4 mila chilometri e coinvolgendo oltre mille aziende produttrici principali, determinando un moltiplicatore economico, fra prodotto di vino acquistato e indotto nel territorio, pari a 5. Anche in Umbria, soprattutto in alcune città ed itinerari, si è sviluppato un marketing territoriale, e numerose iniziative, che attraggono un numero crescente di enoturisti”.
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