La differenza tra cessazioni e attivazioni (6.910 unità), fa notare Bravi, è rappresentata “sostanzialmente solo dall’aumento esponenziale dei voucher e dei contratti segnati da precarietà estrema. Questi dati evidenziano in maniera chiara tutti i limiti e gli errori strutturali delle politiche del lavoro messe in campo dal governo Renzi, il prevedibile fallimento del Jobs Act e la necessità improcrastinabile di scelte economiche alternative. L’Italia e l’Umbria hanno bisogno di un vero Piano del Lavoro, così come la Cgil, a livello nazionale e regionale, ha più volte proposto e rilanciato, anche recentemente, il 13 settembre scorso”.
Umbria: l’Inps conferma il dato negativo del mercato del lavoro nel 2016
di Redazione Perugia Online - 20 settembre 2016Negativi i numeri sull'impiego nella regione nel periodo compreso tra gennaio e luglio. Bravi (Ires Cgil): "Crollo dei contratti a tempo indeterminato. Aumenta solo la precarietà estrema con circa 1 milione e mezzo di voucher".
Regione Umbria. “I dati recentissimi dell’Osservatorio nazionale sul precariato dell’Inps confermano il giudizio più che negativo sull’andamento del mercato del lavoro nella nostra regione. Infatti, nel periodo preso in esame, gennaio-luglio 2016, si conferma il crollo dei contratti a tempo indeterminato. Nei primi 7 mesi del 2016 si riducono del 44,8% rispetto al 2015”. A parlare è il presidente Ires della Cgil dell’Umbria Mario Bravi che in una nota ha analizzato la situazione. “I voucher schizzano a quota 1.430.904 con un +71,4% rispetto al 2014. Nel dettaglio ci sono state nella regione 7.072 assunzioni a tempo indeterminato, 25.443 a termine, 2.671 con contratto di apprendistato e 1.976 con contratto stagionale: complessivamente 37.162 unità (-11,7% rispetto allo stesso periodo del 2015). Per quanto riguarda le cessazioni ammontano a 30.252 unità (di cui 10.247 a tempo indeterminato, 1.339 con contratti di apprendistato, 17.605 con contratti a termine e 1.061 stagionali)”.
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